“C’era una volta Trastevere”: è così che inizia la chiacchierata con il signor Antonio, con l’aria nostalgica, mentre fa visionare l’appartamento in cui ha vissuto la sua infanzia.
Una storia certo ormai non nuova, ma in cui poter respirare tutta la genuinità dei tempi andati: ogni cimelio, ogni libro, ha qualcosa da raccontare, un aneddoto; nulla è su quelle mensole per caso. Gli anni in cui si passeggiava per le strade del quartiere e ci si conosceva. Quei vicoli così stretti in cui oggi ci si ferma solo per il tempo di una foto, hanno visto bambini giocare nei pomeriggi. Antonio racconta il profumo del caffè che si sentiva da una torrefazione vicino casa sua, i rumori delle botteghe, il viale pieno di negozi, di alimentari, e poi quelli di fiducia: come la macelleria a Via Natale del Grande. Oggi molti negozi non ci sono più, alcune serrande sono chiuse, altri sono stati sostituiti dalle grandi catene. Lungo il viale non ci ferma più a parlare mentre si fa la spesa e nei condomini c’è una via vai di gente e di valigie. Trastevere, meta di turisti e soprattutto di investitori, perde così la sua identità, perde i suoi residenti, come il signor Antonio il cui intento è di dare via quella casa perché ormai non si può più vivere. Dalle risate dei bambini ai rumori delle bottiglie di alcolici, agli sfregi sulle palazzine, alla musica a tutto volume.
A incrementare la diffusione di case vacanza è stato il Giubileo che ha portato la una corsa da parte degli investitori: si è comprato qualsiasi tipologia di immobile a qualsiasi prezzo sperando in un ritorno che in realtà non c’è stato.
Attraverso i dati raccolti dall’Ufficio Studi di Locare, in collaborazione con l’Associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab), è possibile notare come il tasso di occupazione degli alloggi brevi è passato dall’81% dei periodi di punta a un più modesto (72%) nel primo trimestre del 2025. La domanda è rimasta stabile rispetto al 2024, generando un forte aumento della concorrenza tra host e proprietari. In alcuni casi, piattaforme come Airbnb segnalano alloggi rimasti completamente vuoti, con prezzi al ribasso per cercare di attirare visitatori.
A gennaio, si è assistito a un crollo delle prenotazioni del 60% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche Federalberghi Roma ha confermato un andamento debole anche per le strutture alberghiere, che soffrono come gli affitti turistici. Secondo i dati raccolti da Locare, si registra un aumento del 16% nei contratti di affitto a lungo termine, segno che molti proprietari stanno abbandonando il modello degli affitti brevi per tornare a formule più stabili e sicure, come le locazioni tradizionali o transitorie. Sempre più le vetrine delle agenzie immobiliari di zona si riempiono di annunci di appartamenti acquistati per investimento.
Da una parte grandi eventi e riqualificazione di interi quartieri con annesso aumento del valore immobiliare; dall’altra questi successi mostrano la seconda faccia della medaglia: in queste aree, all’aumento dell’attrazione turistica, corrisponde un venir meno del tradizionale tessuto urbano. Il quartiere non è più fatto per residenti e attività ma è orientato alle necessità dei visitatori. La necessità di trasferirsi è data dall’aumento parallelo degli affitti a cui non corrisponde quello dei salari. Dai dati di Immobiliare in merito agli affitti emerge che “a ottobre 2025 per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media € 24,19 al mese per metro quadro, con un aumento del 4,95% rispetto a Ottobre 2024 (€ 23,05 mensili al mq). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio all’interno della zona Testaccio, Trastevere ha raggiunto il suo massimo nel mese di Settembre 2025, con un valore di € 24,40 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato Dicembre 2023: per un immobile in affitto sono stati richiesti in media € 21,23 al mese per metro quadro”.
Pertanto vivere la quotidianità in questi quartieri diventa difficile.
Anche il semplice bar perde la sua fisionomia storica e tradizionale. Tutto si adegua al concetto di apparire “bello da postare su Instagram”. E sempre più i profumi e la quotidianità di Antonio vengono via. E forse per mantenerli vivi basterebbe ascoltare queste storie, soffermarsi qualche minuto in più tra quei vicoli che non sono solo da fotografare ma anche da conoscere.







