Colleferro, Giulio Calamita: “La mia candidatura naturale prosecuzione di un impegno verso la città”

A Colleferro il centrosinistra sceglie la strada della continuità. Dopo dieci anni di amministrazione guidata da Pierluigi Sanna, la coalizione punta ora su Giulio Calamita, attuale vicesindaco e volto indicato per raccogliere l’eredità politica e amministrativa del mandato uscente.

Con Calamita abbiamo parlato della sua scelta di candidarsi, delle priorità per la città e delle sfide che attendono Colleferro nei prossimi anni.

Lei è stato vicesindaco negli ultimi anni accanto a Pierluigi Sanna. Cosa l’ha convinta a candidarsi e perché ritiene che oggi Colleferro abbia bisogno di continuità amministrativa?

La mia candidatura nasce da una storia che viene da lontano. Prima ancora di amministrare Colleferro, insieme a Pierluigi e a tanti ragazzi e ragazze della nostra generazione, abbiamo scelto di difenderla. Lo abbiamo fatto partendo dall’ambiente, da battaglie che allora sembravano enormi e che poi, con il lavoro e con la determinazione, sono diventate risultati concreti. La chiusura della discarica e degli inceneritori. Da lì è iniziato il mio percorso amministrativo, come naturale prosecuzione di un impegno verso la città. In questi anni abbiamo cambiato Colleferro in profondità, abbiamo rimesso al centro la sua storia, la cultura, i quartieri, avviato la raccolta porta a porta, riaperto la Via Romana, investito su scuole, sport, sicurezza. Oggi mi candido perché quel lavoro va naturalmente conservato e va portato alla fase successiva. Ci sono risultati da proteggere, cantieri da completare e problemi ancora aperti da affrontare con serietà. Votare per noi, significa non tornare indietro e avere la competenza per migliorare ancora Colleferro.

Quali sono i risultati di cui va più orgoglioso dell’esperienza amministrativa degli ultimi dieci anni e quali, invece, ritiene siano gli aspetti ancora da migliorare?

Tra i risultati meno visibili ma più importanti metto certamente il risanamento del bilancio comunale. Quando siamo arrivati, undici anni fa, la situazione era molto difficile, appesantita dai debiti e da entrate straordinarie legate alla discarica. Rimettere in ordine i conti ha significato restituire solidità al Comune e capacità di programmare. Sono orgoglioso anche del lavoro fatto sulle società pubbliche, del recupero di credibilità amministrativa, della capacità di attrarre milioni di euro attraverso bandi e fondi PNRR, trasformandoli in spazi, servizi e opportunità per la città. Considero centrale il rapporto costruito con comitati di quartiere, associazioni e realtà civiche. Una città cresce davvero quando chi amministra non governa da solo. Ci sono aspetti su cui dobbiamo fare meglio, la mobilità urbana, la necessità di rendere più ordinati gli spostamenti, la logistica delle merci, l’accessibilità degli spazi pubblici attraverso il PEBA. La sicurezza, che richiede videosorveglianza, collaborazione con le forze dell’ordine, ma anche presenza, ascolto e rapporto diretto con i cittadini. Colleferro è migliorata molto e proprio per questo oggi possiamo affrontare con più forza ciò che resta da migliorare.

Guardando ai prossimi cinque anni, quali sono le emergenze o i temi sui quali intende concentrare maggiormente l’azione della sua eventuale amministrazione?

Nei prossimi cinque anni Colleferro dovrà affrontare una fase decisiva. La priorità è governare bene le trasformazioni che sono già davanti a noi, evitando improvvisazioni e tenendo insieme sviluppo, qualità della vita e identità della città. La sanità prima di tutto!  Continueremo a sostenere con forza il progetto del NOV, il Nuovo Ospedale della Valle del Sacco, perché Colleferro e l’intero territorio hanno bisogno di servizi sanitari più forti e più vicini alle persone. C’è poi il tema dello sviluppo economico.  La nascita del Polo Nazionale dell’Informatica può diventare una grande occasione per il territorio, se sapremo collegarla a formazione, imprese e nuove competenze. Lavoreremo sul commercio con il Distretto Intercomunale del Commercio, perché una città viva ha bisogno di negozi, spazi curati e luoghi frequentati facendo rete, coordinando investimenti e gestione delle risorse. Investiremo sulla cultura, facendo crescere il progetto di Colleferro Città dell’Arte, legandolo ai luoghi, alla storia e alla capacità attrattiva della città. Sul piano urbanistico dovremo accompagnare la crescita senza consumare il territorio in modo disordinato. Il piano dell’Arco dei Monti Lepini va esattamente in questa direzione.

Se dovesse essere eletto sindaco, quali sarebbero i primi interventi concreti che metterebbe in campo nei primi 100 giorni di mandato?

Nei primi 100 giorni voglio dare un segnale molto chiaro. Partire immediatamente dalla messa a terra dei progetti già avviati, ci sono opere che i cittadini aspettano e che vanno seguite fino al completamento. Il restauro del Castello Vecchio, la pista ciclabile tra IV Km e Quartiere Scalo, la messa in sicurezza del Fosso in zona Konver, il sovrappasso ferroviario di Via Fontana dell’Oste. Lo studentato dell’ITS e il nuovo Centro Anziani in Via Suor Maria Lilia Mastacchini, la Stazione di Posta e Housing temporaneo in Via Gramsci, il cohousing per persone con disagio psichico in Via degli Esplosivi. Accanto ai cantieri da completare, ci sono opere da portare avanti con decisione ad esempio, il recupero della Casa comunale, l’efficientamento del Palazzetto dello Sport e della scuola GPD, la nuova isola ecologica nell’area SLOI, la nuova Caserma dei Vigili del Fuoco, l’inaugurazione del nuovo IPIA a Colle dell’Elefante. E poi due fronti che considero identitari per la prossima fase ovvero l’Arena del Parco del Castello, perché già dalla prossima estate possa diventare un grande spazio estivo per la città, e C.A.S.A., lo spazio dedicato ai giovani, che intendo seguire da vicino per rendere stabile il rapporto tra Comune e nuove generazioni. I primi 100 giorni saranno il tempo dell’avvio ordinato, della verifica puntuale e dell’accelerazione dei dossier più importanti per Colleferro.

Il centrodestra a Colleferro si presenta al momento frammentato in più candidature. Crede che questa situazione possa favorire il centrosinistra oppure pensa che la partita resti comunque aperta?

Le dinamiche degli altri schieramenti riguardano loro. Noi abbiamo il dovere di parlare ai cittadini di Colleferro, della città che abbiamo costruito in questi anni e di quella che vogliamo realizzare nei prossimi cinque. La partita resta aperta fino all’ultimo voto, e sarebbe un errore pensare il contrario. Per questo stiamo conducendo una campagna seria, nei quartieri, tra le persone, sui temi concreti. Chiedo ai cittadini di sostenerci perché in gioco c’è la scelta tra proseguire un lavoro che ha dato risultati oppure affidare una città complessa come Colleferro a proposte che, a oggi, non hanno mostrato la stessa solidità. La nostra è una squadra unita, radicata, pronta ad amministrare dal primo giorno.

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