Duro intervento del sindaco Pierluigi Sanna sulla situazione della sanità locale e sulla gestione della Asl Roma 5. Replica del consigliere Fabio Patrizi (FdI): “La sanità non è un campo di battaglia, serve collaborazione”
Il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna torna a parlare della sanità locale e del funzionamento della Asl Roma 5, con un lungo post pubblicato sui suoi canali social. Un intervento che parte da un bilancio polemico della situazione attuale e si trasforma in una riflessione politica più ampia sulla necessità di riformare l’intero sistema sanitario.
Siamo al fin della tenzone: il problema non è politico ma strutturale
“Siamo oramai giunti ‘al fin della tenzone’ – scrive Sanna – e si può dire davvero che le abbiamo viste tutte anche se effettivamente, come si dice, al peggio non c’è mai fine”. Il sindaco ripercorre i recenti episodi che hanno accompagnato il dibattito sulla sanità: “Dopo il cyberbullismo nei commenti di Facebook, i ‘comizi d’amore’ nelle belle piazze montane lontane da Colleferro e prive di contraddittorio e l’ordine di chiusura di ogni rapporto cordiale tra Asl e municipalità, ora siamo agli spot”.
“Spot che, per amor di Dio, fanno bene al cuore – continua – perché per esempio quello sull’ortopedia risponde al vero (tranne nella parte in cui si dice che finalmente la Regione ora c’è)”. Sanna ricorda come la battaglia per ottenere i concorsi per i primari di ruolo fu “condotta da tanti sindaci, uniti e fuori dagli schemi di partito” e vinta grazie anche all’impegno della Regione e del compianto senatore Bruno Astorre.
Poi il passaggio sull’ospedale di Colleferro e sulle eccellenze già riconosciute: “Il Dottor Clarioni è un primario eccellente e guida un reparto che ha cambiato completamente passo divenendo un’eccellenza assoluta. Tutti i sindaci lo riconoscono e lo stimano, ma non è questo il punto”. Il punto, ribadisce Sanna, è un altro: “Come intende rimpiazzare, la Asl di Tivoli, il personale che manca a Colleferro ma pure a Palestrina, Subiaco e Monterotondo. Non c’entra la destra o la sinistra, Rocca o Zingaretti. Il punto è sempre lo stesso, da una vita”.
Il sindaco ricorda di aver proposto in passato di “cambiare Asl e passare con la Roma 6, oppure di creare il Policlinico della Valle del Sacco, idee che però – sottolinea – nessuno ha mai voluto nemmeno discutere. Chi non vuole discutere, è evidente, apprezza lo status quo”, afferma. “Una volta almeno lottavamo uniti contro le politiche di Zingaretti – prosegue – mentre oggi i colleghi di centrodestra in piazza non scendono più: questo va detto”. E aggiunge, con tono amaro: “Si sono estinti quelli che per anni mi commentavano sotto ogni post: ‘quando riaprite i reparti chiusi nel 2015? Quando potranno rinascere bambini a Colleferro con C858 impresso sul codice fiscale, con annessi cuoricini rosso neri?? Oggi questa domanda non la fa più nessuno… L’ultima volta che si è parlato dei reparti chiusi è stata in campagna elettorale per le regionali, poi a Colleferro è calato il silenzio, come era prevedibile. A Velletri non è calato però”.
Mancano specialisti e chiarezza: la sanità deve tornare ai territori
“A parte gli spot e le polemiche politiche – scrive ancora Sanna – il problema rimane. Mancano cardiologi, diabetologi, dermatologi; tra poco mancheranno oculisti visti i prossimi pensionamenti e la mancanza di urologi è talmente forte che quei pochi rimasti non riescono a coprire nemmeno i turni”.
Poi affronta il tema delle liste d’attesa, dove “c’è chi dice che migliorano e chi dice che invece aumentano di mesi e mesi”.
“C’è timore anche a dirlo di questi tempi – aggiunge – e le persone raccontano qualcosa ai giornali ma senza esporsi, per paura di ripercussioni. Chi soffre e non ha i soldi per curarsi è fragile, e chi è fragile ha ansia di tutto. Su questo dovremo fare chiarezza e proteggere”. Il sindaco chiede anche di “far luce sui rapporti con i privati” e critica duramente la “presunta privatizzazione del Valmontone Hospital“, contro cui promette battaglia: “Saremo vicini al Comune di Valmontone, a costo di comperarci le quote della Regione all’asta come comuni, qualora fossero davvero messe in vendita”.
“Il sistema delle Asl non ha funzionato – afferma – perché la sanità non può essere un’azienda ma deve essere un ente senza scopo di lucro. La lenta trasformazione di tutti gli enti pubblici costituiti con sacrificio nella Prima Repubblica in aziende, nella Seconda, è stata una disgrazia immane, come la grandine sulla vigna nel mese di settembre”.
Sanna propone di ripensare il sistema sanitario “senza centralizzare, senza manager e gran dottori con le forbici in mano”, restituendo potere decisionale ai territori: “La sovranità appartiene al popolo, dice la Costituzione, e deve essere il popolo ed i suoi rappresentanti ad esercitarla sui territori, come al tempo delle USL”. E conclude questa parte con una riflessione: “Se avessimo ancora la USL rm30 mancherebbe il personale? Io credo di no… quella era un’organizzazione più equa e vicina ai cittadini stessi”.
Serve una riforma e due scelte coraggiose: più medici e stipendi adeguati
“Oggi ha senso parlare di una riforma in questo campo? Se si ragiona solo sull’oggi probabilmente no, ma se si cerca di segnare una strada per i prossimi dieci o vent’anni io credo di sì”, scrive ancora Sanna.
Il sindaco rilancia l’idea di recuperare il modello delle vecchie USL e aggiunge: “Saranno scontenti i manager, i falchi appollaiati nelle stanze dei bottoni delle immense aziende sanitarie che di “locale” hanno bel poco… ma credo che la gente comune se ne farebbe velocemente una ragione”.
Poi individua due scelte fondamentali per salvare la sanità pubblica:
- Abolire il numero chiuso a medicina, perché “non abbiamo più medici” e “quella scelta scellerata ha prodotto un danno enorme”.
- Aumentare gli stipendi di infermieri e OSS, “agganciandoli all’inflazione” per evitare che sempre meno giovani scelgano queste professioni.
“Lo so, sembra un sogno ma è solo una grande ambizione. – conclude – La mia esperienza da sindaco mi suggerisce tutto questo: non so se sia la giusta ricetta ma almeno iniziamo a discuterne. Discuterne è e sarà il modo migliore per difendere il servizio sanitario nazionale per come ce lo consegnò Tina Anselmi”.
La replica di Fabio Patrizi (Fratelli d’Italia)
A stretto giro arriva la risposta del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Fabio Patrizi, che invita a non trasformare la sanità in terreno di scontro politico.
“La sanità non è un campo di battaglia – scrive Patrizi –. Siamo profondamente diversi, degli inguaribili ottimisti che credono nel miglioramento graduale e strutturale del nostro nosocomio, dopo un decennio di stillicidio”.
Il consigliere sottolinea: “Noi non ci permetteremmo mai di politicizzare temi che riguardano davvero tutti, come la sanità. La Regione, la Asl e noi Consiglieri Comunali di opposizione, abbiamo sempre tenuto le porte aperte al dialogo e alla collaborazione, che non ti sono mai stati negati, come cerchi di far credere.”, respingendo l’accusa di chiusura avanzata dal sindaco.
E chiude con un richiamo all’orgoglio cittadino: “Ti invito a mostrare più rispetto verso i nostri concittadini che, con orgoglio, si riconoscono nel simbolo #C858 e nei cuori rosso-neri, cittadini identitari che meritano il tuo sostegno, non il tuo sarcasmo”.



