La giornalista Chante Joseph ha scritto un articolo per British Vogue ponendo una semplice domanda: “Adesso avere un fidanzato è imbarazzante?”. Una domanda che ha suscitato un forte dibattito, con tanto di apprezzamento da parte dei single che credono sia questo il periodo giusto per non avere relazioni.
L’idea è che mostrare sui social o tra conoscenti di avere un compagno sia sinonimo di non solo imbarazzo, ma anche di essere fuori moda, anche conservatori per alcuni. Pertanto si è passati da un mostrare la propria relazione attraverso i social a oscurarla completamente. Questo soprattutto da parte di influencer che cavalcano per prime le tendenze del momento. Partendo dall’ovvio presupposto che ognuno mostra sui propri canali ciò che desidera, la domanda che sorge è: siamo arrivati davvero a considerare l’amore e i sentimenti secondo le mode fino a nasconderlo, a reprimerlo?
Nel podcast Delusional Diaries, condotto da due influencer di New York, Halley e Jaz, si discute se avere un fidanzato, oggi, sia «roba da sfigate». Quindi il punto non è più l’esibizionismo social, non si parla delle problematiche legate alle relazioni tossiche e ciò che ne segue, bensì la questione è scegliere di essere considerate sfigate oppure essere al passo con i tempi. Quel concetto di “sfiga” che a 20 anni ti viene attribuito dalle “amiche” se non hai avuto il primo rapporto sessuale. Sempre di più si tende a creare così dei paletti man mano più alti, una bolla, in cui per essere “donna”, creando così una forte contraddizione tra la libertà come concetto base del femminismo e le costrizioni di mode che sono le stesse donne a porre. Perché si è meno donna se si ama qualcuno? Chi decide cosa rende donna una donna? Un po’ come il concetto della maternità: sbagli se non desideri avere figli, ma sbagli anche desideri averli. Il risultato è la creazione di continui stereotipi che si aggiungono a quelli esistenti. Forse è necessario liberarsi di mode e stereotipi e giungere alla consapevolezza che essere in coppia, essere single, essere mamma, essere se stessi, non vada a ledere la nostra indipendenza e autonomia.Quello che serve è riuscire a trovare quell’equilibrio tra l’indipendenza, l’affermazione di sé. Sembra però mancare questo salto in avanti e a prevalere è il concetto di “cringe” su quello di “libertà”. Ma se siamo arrivati a imbarazzarsi di avere con sé un ombrello, quale sarà il prossimo paletto? Cos’altro sarà cringe? Siamo giunti all’addio delle poesie d’amore, di Dante e Beatrice?







