Enoteca Letteraria: l’incontro che genera idee

“Dicono che con la cultura non si mangi, all’Enoteca Letteraria con la cultura si beve!”, scrive Tonino Puccica, gestore del locale.

L’Enoteca Letteraria è un luogo di incontro, di scambio di idee, di resilienza. Abbiamo avuto il piacere di intervistarli per saperne di più della magia che c’è dietro questo locale.

Qual è l’idea culturale che sta alla base di Enoteca Letteraria e come è nata la scelta di unire libri e vino in un unico progetto?

Enoteca Letteraria non è solo una libreria e un’enoteca, bensì la definisco uno spazio dove l’incontro fra le persone suscita curiosità e interesse, due elementi che inevitabilmente portano allo scambio di idee, di pensieri. Noi crediamo che siano proprio questi gli elementi cardine della cultura; e il LIBRO, questo illustre sconosciuto, rappresenta l’unione di idee, storie di vita vera e di fantasia, background culturali e incontri fra persone, proprio ciò che avviene in una libreria. L’abbinamento con il vino nasce dall’idea dello stesso, una bevanda lenta, da degustare, assaporare e condividere in compagnia, proprio come può essere la lettura di un libro. Inoltre non scordiamoci dell’idea alla base di tutto, fare cultura: il vino stesso rappresenta fortemente l’identità di una terra, una regione, un popolo.

Il vostro spazio ospita eventi di diversa natura (reading, presentazioni, musica, ecc.). Come scegliete i contenuti e che ruolo giocano questi eventi nella vita culturale della comunità romana?

Per la scelta e la valutazione delle proposte musicali, di cineforum, reading, presentazioni di libri e tanto altro, ci piace conoscere le persone dietro le proposte. Un semplice brano musicale, ad esempio, può essere interpretato sotto molteplici chiavi che rendono unica la stessa esibizione, ed è proprio ciò che c’è dietro che a noi interessa, il messaggio che si vuole mandare. Non so di preciso che ruolo giochino questi eventi all’interno della comunità romana, ci sarebbe da chiederlo a chi li vive da esterno e potrebbe essere un buon esperimento sociale. Ciò che a noi piacerebbe creare, e credo che già lo stiamo facendo, è una rete di persone con senso di aggregazione, pur essendosi viste per la prima volta, che si sentano libere di scambiare i propri pensieri e le proprie idee. La socialità, d’altronde, è uno degli elementi che rende l’essere umano diverso da molte altre forme di animali.

Come curate la selezione dei libri e dei vini? C’è un filo conduttore o una filosofia che guida queste scelte, ad esempio enfasi su autori emergenti, libri antichi, vini locali?

La selezione di libri e vini è forse la parte più bella del nostro lavoro. Ci teniamo a dare spazio a realtà di case editrici indipendenti che spesso, misteriosamente, non si trovano nelle grandi catene di librerie. Crediamo che, purtroppo, ormai il nome venda più della validità del contenuto e proviamo a distinguerci in questo. Realtà editrici indipendenti, autori emergenti, presentazioni interattive, come può non venir fuori qualcosa di interessante? Per i vini proviamo a seguire, più o meno, la stessa linea guida: il tentativo è quello di valorizzare piccole realtà territoriali, principalmente del Lazio ma non solo, dove, come detto all’inizio di questa intervista, risiedono le radici dei popoli e dei territori.

In un Paese in cui i dati sulla lettura restano scoraggianti, che ruolo può avere secondo voi uno spazio come Enoteca Letteraria?

I dati sulla lettura sono scoraggianti, è vero, ma secondo noi la vera domanda da porci è un’altra: la pubblicità della grande distribuzione propone libri validi, con argomentazioni interessanti? O al contrario propone nomi posti in risalto perché “si vende bene”? Prima di chiedersi perché si legge molto meno di prima, bisogna chiedersi se la proposta è interessante, a partire dagli autori, passando per le case editrici, la distribuzione, e arrivando a noi, librai indipendenti. Tutto ciò che possiamo fare, noi di Enoteca Letteraria, come tutte le librerie indipendenti, è accendere la curiosità nelle persone che ci frequentano tramite dibattiti, eventi o consigli e scegliendo volumi che magari non troverebbero in una libreria di catena.

Guardando al futuro, quali sono le vostre ambizioni per Enoteca Letteraria? Avete in programma nuovi progetti, collaborazioni o iniziative culturali che vi entusiasmano particolarmente?

“Ambizioni” è un termine imprenditoriale che non ci appartiene troppo, ma abbiamo sicuramente la voglia di coinvolgere all’interno della nostra realtà persone nuove, riuscendo a diventare, ancora più di adesso, un punto di riferimento culturale e sociale sul territorio. Tengo particolarmente ad un evento che abbiamo in programma a stretto giro: il 21 febbraio, dalle 22:00 alle 3:00 di notte, si terrà la seconda edizione della “Notte Bianca della Poesia”, organizzata da Enoteca Letteraria, durante la quale sarà data la possibilità a tutti di leggere le proprie poesie, una sorta di maratona di versi, emozioni e vino, che ci accompagnerà (quasi) tutta la notte, e l’ingresso sarà totalmente gratuito.
Questo è ciò che prova ad essere Enoteca Letteraria.

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