L’Executive Education Program “Corporate Governance: Ruoli, Responsabilità e Competenze Strategiche per Consiglieri di Amministrazione”, nasce su impulso del segretario generale di Assidipost Lorenzo Urbano e del Tesoriere di Federmanager Roma Alessandro Alfano. Grazie al ”sempredisponibile” Gustavo Troisi abbiamo progettato questo percorso formativo convinti che il rafforzamento delle competenze strategiche e di governo sia oggi più che mai centrale per affrontare le sfide complesse che attendono i vertici aziendali.
In tale direzione abbiamo strutturato i contenuti dei singoli appuntamenti formativi realizzando un’iniziativa di valore che hariscontrato massimo interesse e partecipazione da parte dei dirigenti del Gruppo Poste che hanno aderito numerosissimi.
Il tema della partecipazione dei lavoratori (e a maggior ragione dei Dirigenti) al “board” aziendale è di grande attualità, soprattutto in Italia dopo l’introduzione di un quadro normativo organico con la Legge n. 76 del 2025.
La partecipazione dei lavoratori alla governance aziendale, pilastro di molti sistemi economici europei, è stata a lungo un “diritto incompiuto” in Italia, nonostante l’articolo 46 della Costituzione lo riconosca. Tuttavia, con l’approvazione della Legge n. 76 del 2025, il panorama è radicalmente cambiato, introducendo un quadro organico per promuovere il coinvolgimento dei dipendenti nella vita, nella gestione e nei risultati delle imprese.
La Nuova Disciplina Italiana: Un Modello Volontario e Contratto-Dipendente
La legge italiana non impone un obbligo generalizzato di partecipazione al board, ma ne stabilisce la possibilità, vincolandola a due condizioni essenziali:
• Previsione nello Statuto Aziendale: L’introduzione di rappresentanti dei lavoratori negli organi di amministrazione e controllo deve essere sancita nello statuto della società.
• Contrattazione Collettiva: Le procedure per l’individuazione e la nomina dei rappresentanti sono rimesse alla contrattazione collettiva (aziendale o territoriale) stipulata dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
L’approccio italiano, pur innovativo, si distingue dai modelli di partecipazione gestionale già consolidati in Europa, in particolare dalla “Codeterminazione” tedesca, che rappresenta lo standard più avanzato. A livello europeo, il tema è tutelato anche da specifiche Direttive che mirano a salvaguardare i diritti di informazione, consultazione e partecipazione organica dei lavoratori.
L’inclusione dei lavoratori nei processi decisionali strategici dell’azienda promette diversi vantaggi, ma presenta anche delle criticità.
Se da un lato, infatti, si prospetta:
Una migliore Governance dovuta ad un apporto di conoscenza diretta dei processi operativi, da parte dei rappresentanti dei lavoratori che contribuiscono a decisioni più informate ed equilibrate.
Un aumento della Produttività e della Fiducia dovuto a maggiore senso di appartenenza e soddisfazione dei dipendenti che si sentono parte delle scelte strategiche, con incidenza positiva suproduttività e resilienza organizzativa.
Un rafforzamento della coesione sociale e del legame tra capitale e lavoro, promuovendo una più equa distribuzione del valore creato e una maggiore trasparenza.
Sfide di non poco conto
Requisiti di Indipendenza: I rappresentanti dei lavoratori devono bilanciare gli interessi dei “Rappresentati” con quelli dell’impresa nel suo complesso, mantenendo l’indipendenza richiesta per il ruolo nel CdA.
Incompiutezza Strumentale: In Italia, il carattere volontario e la delega alla contrattazione collettiva e statutaria potrebbero portare a una diffusione limitata della partecipazione, specie nelle PMI.
Formazione: È cruciale garantire un’adeguata formazione ai rappresentanti dei lavoratori affinché possano partecipare attivamente e con competenza alle discussioni tecniche e finanziarie del board.
Dunque, la Legge n. 76/2025 segna un importante passo verso la piena attuazione dell’articolo 46 della Costituzione in Italia. Il successo del modello dipenderà, in gran parte, dalla volontà delle parti sociali e aziendali di adottare e disciplinare concretamente, attraverso la contrattazione, queste nuove forme di coinvolgimento, superando le resistenze culturali e storiche.
In questo scenario si inserisce l‘Executive Education Programpromosso da Assidipost-Federmanager in collaborazione con la Fondazione Proposta e Rome Business School, un’iniziativa estremamente attuale e significativa messa a disposizione dei dirigenti iscritti ad Assidipost-Federmanager che ha già riscosso grande successo.
L’affermazione che “il rafforzamento delle competenze strategiche e di governo sia oggi più che mai centrale” coglie perfettamente lo spirito del tempo. Il contesto attuale è caratterizzato da:Complessità Normativa: L’introduzione di nuove leggi (come quella sulla partecipazione dei lavoratori, di cui abbiamo discusso, o le direttive ESG) impone ai CdA conoscenze sempre aggiornate; Transizioni (Digitale e Sostenibile): I board sono chiamati a guidare le aziende attraverso trasformazioni radicali (innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, sostenibilità), che richiedono competenze diverse dal passato; Aumento della Responsabilità:Il ruolo del Consigliere di Amministrazione è sempre più sotto esame, con un aumento delle responsabilità civili e penali in caso di gestione inconsapevole.
Il programma del Corso, intensivo e concreto, risponde dunque a un’esigenza non solo di aggiornamento, ma di vera e propria riqualificazione strategica della classe dirigente con focus su Impatto Pratico e Concentrazione del Valore.
L’obiettivo di “rafforzare il proprio ruolo nei board aziendali con competenze aggiornate e orientate alla creazione di valore sostenibile” evidenzia un allineamento con i moderni principi di Corporate Governance, dove la creazione di valore non è più solo finanziaria, ma include parametri ambientali, sociali e di governance (ESG).
In conclusione, l’iniziativa si colloca al passo con i tempi, riconoscendo che una governance responsabile e moderna passa inevitabilmente attraverso un costante investimento nelle competenze strategiche dei suoi Consiglieri di Amministrazione.
Un programma come quello promosso da Assidipost-Federmanager è fondamentale per attrezzare i Consiglieri di Amministrazione a gestire questa transizione.
Questo progetto pilota rappresenta una case history virtuosa che, aprirà la strada a nuovi percorsi formativi di crescita professionale e personale che Federmanager Roma continuerà ad elaborare per la valorizzazione delle competenze dei propri Associati.







