Nell’auditorium della fiera Più libri più liberi si è tenuto l’evento per la presentazione del nuovo libro di Stefano Mancuso Il cantico della terra edito da Laterza.
In questa lectio magistralis l’autore ha illustrato i motivi della scelta dell’opera e, soprattutto, come è stato ispirato dalla rilettura del cantico delle creature di San Francesco del 1226. Questa scelta è stata fatta per una serie di caratteristiche profetiche presenti nel testo, come se Francesco avesse potuto guardare nel libro della creazione e fosse riuscito a descrivere cosa sia necessario affinché esista la vita. Non solo ne ha elencato i fattori, ma li ha messi nella sequenza corretta, quasi come un ricetta o un protocollo scientifico: il Sole, la Luna, l’Aria, l’Acqua, fino ad arrivare allaMorte, anch’essa vista come parte fondamentale dell’esistenza.
Per Mancuso il Cantico delle creature può essere considerato il primo testo poetico ed ecologista della storia. Ciò emerge non solo dalla descrizione degli elementi naturali, ma anche dal lessico utilizzato per definirli.
Francesco riesce perfettamente a sintetizzare i diversi parametri, ad esempio, l’acqua vista come utile, umile, casta e pura o Il fuoco giocondo (piacevole), rubicondo (rossastro) e forte.
Due ulteriori innovazioni si ritrovano nel testo la sequenza di maschile e femminile attribuiti ad ogni elemento e, soprattutto, nell’assenza di gerarchia di importanza, ma tutti sono fondamentali per la vita.
Il primo descritto è il sole, visto come fratello, ed unica fonte energetica del nostro sistema.
Ne produce una quantità tale che, se noi potessimo catturare l’energia irradiata in ogni secondo, ne avremmo in sufficienza per centinaia di migliaia di anni.
Oltre a dare la vita il sole è visto come portatore di luce. Per Francesco è stato importante, poiché a causa di una malattia divenne ceco, e non potendone vedere la sua bellezza è diventata una figura divina E come tale è la rappresentazione del simbolo di Dio.
La luna, invece, è descritta come una sorella e viene dopo il sole per suo ruolo. Mancuso ha avuto inizialmente dubbi sulla sua collocazione nel Cantico ma è arrivato alla conclusione che senza di lei non sarebbe possibile la vita. La sua posizione e dimensione permette di mantenere ne variazioni dell’asse terrestre. Queste possono sconvolgere l’atmosfera e il clima, come è avvenuto per Marte che, oltre ad essere distante dal sole, ha due piccole lune (Deimos e Fobos) che non permettono la stabilizzazione dell’asse, impedendo lo sviluppo di vita superficiale.
Negli ultimi anni, aggiunge Mancuso, abbiamo scoperto che senza la luna non avremmo neppure il campo elettromagnetico, generato dall’interazione delle maree e il nucleo terrestre, proteggendoci dalle radiazioni cosmiche.
Successivamente, il cantico passa da elementi non influenzabili dall’uomo (sole e luna) a quelli che l’uomo può modificare (acqua, vento, fuoco e terra), sui quali stiamo agendo in maniera pericolosissima.
Frate Vento rappresenta l’atmosfera essenziale per la nostra sopravvivenza. Per chiarirne l’importanza Mancuso racconta come il buco dell’ozono fosse stata la prima sfida da risolvere e ci siamo riusciti. L’Ozono è uno strato di 30-40 centimetri di spessore, in alta atmosfera, formato da tre molecole di ossigeno unite assieme e permette di bloccare il 90% dei raggi ultravioletti diretti verso la terra.
Il problema da affrontare oggi è il cambiamento climatico. Gli idrocarburi che stanno influenzando l’atmosfera hanno superato la soglia naturale sostenibile, aumentando la temperatura della terra.
In conclusione, Mancuso afferma che il Cantico delle creature può essere interpretato come un messaggio in bottiglia giunto dal passato, descrivendo l’importanza della natura ma, soprattutto, ci fa capire che dobbiamo usare la terra senza depredarla, affinché possa essere tramandata alle generazioni future.







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