Debutto atteso sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per Petr Popelka, il giovane direttore ceco che in pochi anni ha scalato i vertici della direzione internazionale. Per il suo primo incontro con il pubblico romano (giovedì 19 e venerdì 20 ore 20, sabato 21 ore 18, Sala Santa Cecilia), Popelka propone un programma di grande densità ritmica e suggestione narrativa, che segna anche il gradito ritorno della pianista Hélène Grimaud.
L’apertura della serata è affidata al brano Thunderbolt P-47 di Bohuslav Martinů. Composto nel 1945, il brano è un omaggio quasi “meccanico” al celebre aereo da caccia americano, che approda per la prima volta sui leggii ceciliani. A seguire, il Concerto in Fa di George Gershwin per pianoforte e orchestra. Scritto nel 1925, l’anno successivo al clamoroso successo di Rhapsody in Blue, il lavoro si pone in contrapposizione rispetto al precedente per rigore formale del compositore.
La seconda parte del programma vira verso il grande repertorio russo. Si va dalla Fantasia sinfonica Francesca da Rimini di Petr Ilic Čajkovskij, ispirata al V Canto dell’Inferno dantesco, alla suite de L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij (nella versione del 1919). Basata sulla popolare fiaba russa, l’opera rese l’allora giovane discepolo di Rimskij-Korsakov in una celebrità internazionale. Il concerto sigla così un debutto che promette di rivelare al pubblico romano la lettura interpretativa di Popelka, direttore praghese formatosi come compositore e cresciuto tra le file delle più importanti compagini europee.
La recita di venerdì 20 febbraio è preceduta, alle ore 18.30, da un nuovo appuntamento con Spirito Classico: un incontro curato da Stefano Zenni nello Spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, pensato per offrire una guida all’ascolto dietro le quinte delle composizioni attraverso aneddoti storici e analisi critica delle pagine in programma.






