Per decenni, la dispersione scolastica è stata il “tallone d’Achille” del sistema formativo italiano, un’emorragia che ci ha visto per anni costantemente in fondo alle classifiche europee. Oggi sembra che il vento sia cambiato: i dati recentemente pubblicati da EUROSTAT relativi al 2025 sono estremamente positivi per il nostro Paese.
L’Italia si attesta all’8,2%, al di sotto della media UE del 9,1%, con risultati migliori rispetto a Paesi come la Germania, al 13,1%, e la Finlandia, al 9,9%. Si conferma addirittura superato con 5 anni di anticipo l’obiettivo europeo di un tasso di dispersione del 9% entro il 2030. Un risultato senza precedenti dal momento che solo dieci anni fa l’Italia aveva tassi vicini al 20%. Un traguardo che non è frutto del caso, ma di una combinazione di fattori strategici come gli investimenti del PNRR, ad esempio. L’iniezione di fondi destinati specificamente al contrasto della dispersione ha permesso di attivare percorsi di mentoring e tutoraggio personalizzato. Ha contribuito notevolmente anche il potenziamento dell’orientamento scolastico degli ultimi anni. Una maggiore attenzione nel guidare gli studenti durante il passaggio critico dalle medie alle superiori. Ancora, gli investimenti negli ITS (Istituti Tecnici Superiori) hanno reso il percorso formativo più attrattivo e connesso al mondo del lavoro e infine i progetti di “Scuola aperta” con l’estensione dell’orario scolastico e l’apertura pomeridiana degli istituti nelle aree a rischio hanno trasformato la scuola in un presidio sociale costante. Sebbene il dato nazionale sia motivo di orgoglio, restano alcune sfide aperte. Le disparità regionali tra Nord e Sud, pur in netta diminuzione, richiedono ancora interventi mirati.
Tuttavia, il superamento della media europea rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale: l’Italia ha dimostrato che, con risorse adeguate e una visione chiara, è possibile invertire una tendenza che sembrava irreversibile. Nel recente rapporto Joint Employment della Commissione europea che si basa sui dati EUROSTAT si riconosce, fra l’altro, l’importanza di Agenda Sud come buona pratica. Secondo il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, “per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia, Campania che oggi per la prima volta registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Una significativa riduzione della dispersione anche in Sicilia e Sardegna.
Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica, garantendo la effettività del diritto allo studio. Un ringraziamento particolare ai docenti della scuola italiana che hanno contribuito al raggiungimento di questo storico risultato.







