«Questo (non) è un manuale (d)istruzioni per uso emotivo. Qui dentro troverai qualcosa che è stato lasciato e qualcosa che si è voluto rimarcare. Questo è il risultato delle persone che hanno semplicemente scritto. Non sanno chi c’è stato prima e non conoscono chi verrà dopo. Hanno solo risposto a ciò che hanno trovato. Troverete persone, oltre che scritture. Questo è il tentativo di essere umano.»
Nella domenica di Liberi sulla Carta, Riccardo Piazza e Silvia Bottero hanno presentato un progetto di scrittura collettiva che ha visto alternarsi diversi autori. Il libro è a cura dell’APS Lapaginabianca.docx, editore presente in fiera. Il Distretto Leo 108 Ta3, che ha partecipato in collaborazione, trasformerà questo libro in un libro parlato per le persone ipovedenti e affette da disabilità. Parte dei proventi sono inoltre destinati a promuovere campagne di sensibilizzazione per diffondere una cultura dell’inclusione e dell’accessibilità. Lapaginabianca.docx nasce durante il periodo del Covid come luogo spirituale per ritrovarsi, per creare un contatto tra le persone in un momento in cui la distanza sembrava insormontabile e fa dell’accessibilità uno dei suoi obiettivi primari.
Manuale (d)istruzioni
Il libro è un insieme di testi scritti da otto autori che hanno messo su carta i loro pensieri senza sapere chi aveva scritto prima di loro o chi sarebbe venuto dopo. Il risultato è quasi un diario, una raccolta di confidenze, intensa ed emotiva. – E’ un’idea nata per gioco –ha detto Silvia Bottero, ideatrice del progetto: – un’occasione per mettere in gioco la nostra creatività, e sono rimasta molto contenta di ricevere le proposte degli autori. Non posso che essere loro grata, non tanto per quello che si sono tolti di dosso nello scrivere, ma per quanto mi è stato restituito in qualità di essere umano. –
Bottero ha proseguito nel raccontare quelli che sono stati i privilegi di un progetto che ha richiesto un anno di lavoro ma che è stato fonte di arricchimento personale e collettivo, ringraziando nuovamente gli autori per la fiducia, per niente scontata, con cui si sono affidati a lei: – Ho incontrato sentimenti, passati e presenti, che non avrei mai potuto immaginare. Ho potuto vedere delle domande che non mi sono mai posta, o non in quei termini, ho potuto toccare dolori che non ho mai conosciuto. Mi ha colpito come non ci sia stata nessuna esitazione da parte degli autori a mettersi nelle mie mani come curatrice, a fidarsi completamente di me. – L’ultimo testo è diventata una lettera, dedicata al lettore. La coincidenza ha infatti voluto che sia il primo che l’ultimo testo contenessero una dedica “A te”: – E allora, in piena fiducia e libertà, vi viene consegnato un libro dal titolo Manuale (d)istruzioni, lo mettiamo nelle vostre mani, fatene quello che volete. –
Riccardo Piazza, presidente dell’ASP, ha riconosciuto come il fatto che gli autori non abbiamo letto gli altri testi sia stata in qualche modo una garanzia di maggiore indipendenza della scrittura, libera da confronti e competizioni. Ha inoltre lodato il progetto come occasione per scavare nel profondo, nei sentimenti, anche in quelli più dolorosi e ha ricordato: – Il primo rigo del nostro statuto recita “Associazione di promozione sociale a scopo editoriale”. Questo è il nostro scopo e, da questo punto di vista, scrivere un libro indipendente che racconti i sentimenti delle persone è un modo di fare quel tipo di editoria che ci siamo prefissati. –
Lapaginabianca.docx tra accessibilità e salute mentale
Oltre che un gioco, la scrittura di questo libro voleva essere un esperimento nel portare avanti una letteratura inclusiva, uno degli obiettivi che Lapaginabianca.docx persegue dalla sua nascita. L’accessibilità è la fonte dei progetti dell’associazione: tra questi, dalla prossima settimana, prenderà il via un contest letterario che si concluderà a dicembre il cui tema è proprio l’accessibilità. L’evento è stato uno spazio di riflessione su questi temi: – Fa riflettere che nel 2025 ancora si debba parlare di accessibilità, ci proclamiamo esseri umani sensibili ma sono ancora tante le categorie lasciate indietro. Si tratta di una lotta per far sì che tutti abbiano le stesse opportunità, non è giusto che alcune persone abbiano una vita a metà. –
Non ci sono state linee guida per questo progetto, ciò significa che si è andati spontaneamente verso tematiche profonde e spesso dolorose. Un segnale importante, che pone l’attenzione sulle necessità di condivisione di una generazione. – Ci si è, certo, mossi verso qualcosa che non era felice, ma questo non vuol dire che non ci sia il concetto di felicità in questi testi: il primo di essi si intitola “Aiutami perché sono felice” e si interroga su come gestire la propria felicità – ha chiarito Silvia Bottero, che ha poi proseguito: – Molti di questi scritti partono da dolori che non sono solo individuali ma anche collettivi, frutto di lotte sociali e politiche, ma non per questo non c’è una speranza. –
Manuale (d)istruzioni per uso emotivo è dunque anche un piccolo manifesto emotivo per la salute mentale, che dopo il Covid sembriamo aver riscoperto. Non si tratta di ingratitudine ma di non avere vergogna del dolore. È un’occasione di abbattere un tabù e parlare con le persone in maniera meno superficiale. In un contesto come quello di oggi dove si parla con fin troppa tranquillità di tematiche che invece dovrebbero spezzarci, Lapaginabianca.docx offre un invito al dialogo e alla condivisione, anche e soprattutto del dolore che portiamo dentro.







