Napoli, comitato di cardiochirurghi: no a un nuovo trapianto per il bimbo trapiantato con cuore danneggiato

I medici riuniti all’ospedale Monaldi hanno deciso che il bambino di due anni e mezzo non può essere sottoposto a un nuovo trapianto di cuore. La decisione, annunciata nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio, arriva dopo un consulto tra i principali specialisti italiani in materia di trapianto cardiaco pediatrico, convocati appositamente per valutare le condizioni del piccolo.  

Secondo quanto reso noto dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, che gestisce il Monaldi, il comitato di cardiologi ha concluso il confronto collegiale con una valutazione univoca: “Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto.”  

La nota ufficiale ha inoltre precisato che la Direzione Strategica ha provveduto a informare il Centro Nazionale Trapianti e ha espresso la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata in questo momento così difficile. La valutazione si è basata sulle osservazioni dirette al letto del paziente in terapia intensiva e sui risultati degli ultimi esami strumentali.  

Il piccolo era stato sottoposto a un trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre, ma l’organo risultò gravemente danneggiato a causa di un errore durante il trasporto. Quell’organo danneggiato ha compromesso la funzione cardiaca del bambino, che da allora è ricoverato in condizioni critiche e mantenuto in vita tramite un macchinario extracorporeo (Ecmo) da quasi due mesi. Nei giorni precedenti alla decisione del comitato, la famiglia era stata convocata al Monaldi per valutare la possibilità di un nuovo cuore compatibile, trovato ma non ancora impiantato.  

La madre del bambino ha espresso la propria sofferenza in un momento di grande difficoltà: “Sono distrutta, mio figlio respira ancora, quindi c’è ancora speranza per me.” Nonostante il responso medico, la donna ha sottolineato di non voler perdere la speranza finché il figlio continua a respirare, pur riconoscendo la gravità della situazione clinica. Il legale della famiglia ha definito la decisione “terribilmente difficile”, ma ha confermato che il parere medico è stato espresso da un team di esperti di livello nazionale.  

Allo stesso tempo, sono in corso indagini della magistratura di Napoli, che ha iscritto sei persone nel registro degli indagati per lesioni colpose in relazione alla vicenda dell’organo danneggiato. I magistrati continueranno ad acquisire atti e testimonianze per ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato al trapianto fallito. Gli ispettori del Ministero della Salute sono inoltre arrivati al Monaldi per esaminare tutta la documentazione relativa alla vicenda, mentre altri accertamenti sono previsti in altre strutture coinvolte nella catena di trasporto dell’organo.  

In considerazione dell’impossibilità di un intervento chirurgico, il percorso terapeutico del bambino è ora orientato verso la pianificazione delle cure palliative. Secondo il legale, questa scelta non ha natura eutanasica, ma mira ad evitare l’accanimento terapeutico in una situazione in cui non esistono più prospettive di guarigione

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