NBA: il Re cade al primo round

Quando sono passate 18 stagioni dall’inizio della carriera di un giocatore, nella maggior parte dei casi si ipotizza che questa sia alla fine, se non sia del tutto già finita.

Ciononostante, c’è un signore che ancora oggi ha voluto precisare che per lui non è così, a 36 anni. Le uniche cose che quest’anno sono riuscite a fermarlo sono un insieme di coincidenze che, purtroppo, fanno anch’esse parte del gioco.

Si parla ovviamente di LeBron James, il giocatore più dominante dell’ultimo decennio, arrivato alle FInals ben 9 volte dal 2010 ad oggi. Ha dovuto chinare la testa quest’anno al primo round dei playoff, contro dei Phoenix Suns a tratti inaffrontabili, anche grazie al suo amico storico Chris Paul, che nonostante l’infortunio alla spalla ha disputato una serie di tutta esperienza.

A decidere la serie, in parte, hanno pensato anche gli infortuni che i Lakers hanno sofferto durante tutta la stagione, con lo stesso LeBron James in infermeria per quello che è stato il più grave infortunio della sua carriera, insieme all’altra stella della squadra, Anthony Davis, in evidente difficolta entrambi durante le gare dopo i rientri.

Altro fattore decisivo è stato lo scarso apporto al punteggio da parte del supporting cast, in particolare un Kyle Kuzma e un Kentavious Caldwell Pope in evidente difficoltà dopo la passata stagione.

Alla fine della partita LeBron ha poi donato la maglia autografata a Devin Booker, cresciuto molto nelle ultime stagioni, dimostrando la sua grande maturità anche in questa serie. Sulla maglia ha scritto “Continue to be great”, continua ad essere grande. Dopo la dedica di Kobe, “Be Legendary”, sulle scarpe donategli durante la sua ultima partita a Phoenix, arriva anche quella del numero ventitré. Siamo sicuri: la storia parlerà per questo ragazzo.

Va poi aggiunto che, nel mondo del basket, c’è chi non ha mai sopportato il “RE”, per i paragoni fatti con “sua maestà” Michael Jordan, per il suo modo di lamentarsi quando le cose vanno male, per il fatto che di quelle finali, come già detto ben 9 in dieci anni, ne abbia vinte solo 4. Ognuno è libero e padrone di pensare ciò che vuole, ma non considerare quanto questo giocatore abbia influito sulla storia della Lega, e più in generale di questo sport, è sbagliato. E per lui, oltre che le immagini, parlano decisamente i numeri.

Con le due stoppate nella gara che lo ha portato fuori dalla stagione è entrato nella top-ten di tutte le statistiche dei Play-Off. Non penso serva aggiungere altro per capire quanto possa essere stato dominante nella storia.

Per paragonarlo ad altri grandi del gioco alla sua età:

  • Michael Jordan: dopo il ritiro ritorna e perde due volte ai playoff
  • Magic Jhonson: usciva dalla panchina
  • Wilt Chamberlain: media di 13 punti a partita in regular season, 10 quella dei playoff
  • Larry Bird: ritirato
  • Allen Iverson: ritirato
  • Oscar Robertson: ritirato
  • Kobe Bryant: non c’entrò i playoff
  • Shaquille O’neal: non c’entrò i playoff

Con tutto questo si capisce la situazione di LeBron James: in questa stagione i Lakers sono stati a lungo senza di lui e Anthony Davis e proprio per questo sono riusciti solamente a qualificarsi al playin, e battendo Golden State, proprio grazie al rientro del numero 23, ai playoff. Con il rientro di entrambe le torri si sarebbe potuta vedere una serie molto emozionante in cui i gialloviola molto probabilmente avrebbero portato la serie a casa, ma con il primo a mezzo servizio e il secondo ancora in infermeria nulla hanno potuto contro quella che ricordiamo essere stata la seconda qualificata in regular season.

Quindi con tutta l’onestà del caso, non è strano vedere LeBron James accusare gli infortuni, tutti alla sua età hanno iniziato a mostrare i segni del tempo, anche se lui riesce ancora a mascherarli quasi perfettamente.

Articolo precedenteLa Formula 1 a Baku: tra pista e politica
Articolo successivoGP Baku: di nuovo il predestinato
Alfredo Parenti
Sono Alfredo Parenti, aspirante giornalista sportivo, classe 1996 e frequento il corso di Comunicazione Tecnologie e culture digitali presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ho deciso di seguire la mia vera passione, ho deciso che se avessi fatto qualcosa nella vita sarebbe stato parlare degli uomini di sport, delle loro gesta. In particolare dei giocatori di basket, uomini nobili e dalle storie molto interessanti. Per questo parlerò per la maggior parte di NBA, con aggiornamenti sugli avvenimenti della lega. Ripercorrerò inoltre i grandi avvenimenti e le curiosità sulla meravigliosa storia del gioco, e dei personaggi che l’hanno resa tale. Buona lettura!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here