Per il Censis l’informazione viaggia sempre più sui social

Sette italiani su dieci tra quanti usano i social network si informano con i reel. E uno dei dati più interessanti che emergono dal 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis.

Un cambio di paradigma che obbliga imprese, enti pubblici e associazioni a ripensare il modo di fare informazione. Informazione che, peraltro, per i giovani non passa più dai mezzi tradizionali come tv e stampa. Resiste la radio. La novità è rappresentata dai podcast. Il 74,8% dei giovani dichiara di utilizzare Instagram (-3,3% nel 2024) mentre il 76,9% è utente di YouTube (contro il 77,6% dell’anno precedente). Incrementa ancora la propria audience TikTok con il 64,5% (rispetto al 64,2%).

Molto presenti i giovani sulle piattaforme di messaggistica (quasi totalmente rappresentati su WhatsApp con l’88,6%). Tra i mezzi di massa la televisione nel suo complesso è stabile con una quota complessiva pari al 93,2% dell’utenza. Tuttavia, si registra un calo della televisione tradizionale, diminuita in un anno di 3,6 punti percentuali (79,5%). Questa flessione è compensata dall’ascesa della televisione via internet: la web tv nell’ultimo anno ha raggiunto il 62,0% (+3,6 punti), mentre la mobile tv si è attestata al 38,6% (+3,7 punti).

Nel nuovo panorama mediatico c’è una sola certezza, la radio (78,4%) e sono stabili tutti i sistemi di ascolto che la riguardano: l’autoradio, con un’utenza complessiva pari al 70,0% (+1,2 punti percentuali nell’ultimo anno) rimane lo strumento prediletto; d’altra parte, la radio tradizionale resta salda al 46,8%. Sul fronte dell’ascolto digitale, la radio tramite smartphone registra l’aumento più interessante (+2,8%), e raggiunge il 28,2%; la radio da internet si attesta al 18,0%. Mentre continua il declino della carta stampata e per le testate omonime anche l’online è in affanno.I quotidiani cartacei a pagamento nel 2025 hanno toccato il picco minimo con il 21,0% (-46 punti percentuali dal 2007) mentre i settimanali restano stabili al 18,0%. Stabilità anche per gli utenti dei quotidiani online (sono il 29,9%) con un decremento solo dello 0,5%, mentre scendono in maniera significativa i siti web d’informazione, calati del 4,3% (56,7%).

Buone notizie, invece, per i libri. Lo scorso anno, secondo il Censis, riprende il trend di crescita dei lettori: il 42,4% degli italiani ha letto almeno un libro cartaceo, con un aumento del 2,3%. Continua l’ascesa delle piattaforme multipurpose guidata da Amazon (50,8%). Per i giovani è attraente Spotify utilizzata da un ragazzo su due; in crescita anche il mondo delle piattaforme di videogiochi. Nella variegata offerta informativa gli utenti sono alla ricerca di punti fermi e hanno imparato a difendersi dalle fake news. Il 66,4% della popolazione, infatti, verifica sempre, di frequente la veridicità delle notizie diffuse. Emerge anche una tendenza a informarsi non in maniera acritica o ingenua: il 60,6% degli italiani si informa su temi di cui i media più diffusi parlano poco o niente.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here