Più libri Più Liberi: l’Italia che legge di più, ma per meno tempo

Alla Nuvola di Roma, Più libri Più Liberi restituisce l’immagine di un panorama editoriale in rapida evoluzione. L’Osservatorio AIE registra un dato in apparente controtendenza: nel 2025 i lettori italiani crescono. Infatti, il 76% della popolazione tra 15 e 74 anni – pari a 33,9 milioni di persone – dichiara di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, con un incremento del 4% sull’anno precedente. Il balzo più marcato è quello dei giovanissimi: tra i 15 e i 17 anni legge l’89% dei ragazzi.

Ma l’altra faccia del fenomeno è la riduzione del tempo dedicato ai libri. La quota di chi legge almeno una volta a settimana cala dal 72% del 2022 al 61% del 2025, mentre il tempo medio settimanale scende a 3 ore e 7 minuti. Resta il divario di genere, con l’81% di donne lettrici contro il 72% degli uomini.

All’apparenza un dato paradossale tuttavia analizzando l’oggetto-libro come un oggetto dell’impresa culturale, ecco che ci accorgiamo di come anche questo fenomeno sia da considerare nello spettro più ampio della “necessaria” brevità dei contenuti mediatico-informativi. Non è un caso che con il crescendo del fenomeno reels-tiktok da 15-30 secondi stia diminuendo l’attenzione verso quei contenuti che richiedono tempo e riflessione.

Social che diventano protagonisti anche nelle scelte che si compiono: il 20% dei lettori ha comprato almeno un libro sulla scia di Instagram o TikTok, che tra gli under 25 raggiungono insieme il 64%. Le piattaforme digitali non solo suggeriscono titoli, ma costruiscono immaginari e comunità di lettura, ridefinendo il ruolo dei mediatori culturali.

Parallelamente, l’editoria affronta l’impatto dell’intelligenza artificiale. Il 75% degli editori utilizza già strumenti di IA in varie fasi della filiera: comunicazione, paratesti, grafica, editing, traduzioni. E mentre oltre un editore su quattro è stato contattato per cedere contenuti ai grandi modelli linguistici, solo il 3,7% ha firmato accordi. A frenare è un misto di prudenza e timori concreti: gestione dei diritti, violazioni di copyright, qualità e affidabilità degli output.

La crescita delle vendite nei canali trade a novembre (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) porta il mercato a ridurre la flessione complessiva negli undici mesi verso -1,98% rispetto all’anno precedente e nelle prossime settimane e mesi si registrerà l’impatto positivo delle misure a sostegno della domanda.

Bilanci futuri non sono possibili in questo mercato: per quanto le previsioni possono essere calcolate al millimetro, spetta sempre al cittadino la scelta finale e fintanto che l’oggetto libro verrà identificato come non utile e necessario ma di svago e relax da spiaggia/regalo natalizio non cambieremo di molto gli indici e le statistiche.

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