Ride the Lightning: Dave Mustaine, l’attitudine come base di una carriera

Questa settimana si è appreso della malattia contratta da Dave Mustaine, leader dei Megadeth.

Una notizia che ha scosso l’intero panorama musicale, un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

Personaggi di questo calibro suscitano sempre particolare riflessione, Mustaine rientra fra le personalità capaci di costruirsi una vera propria “entità”; forse anche per questo la notizia del suo tumore alla gola – da appassionati ed addetti ai lavori – è recepita in modo ancor più amplificato.

E’ proprio da lui che si potrebbe partire per analizzare un concetto, costantemente celato nei meandri più reconditi della personalità degli artisti: il concetto di “attitudine”.

Inquadrare il tema non è cosa semplice, anzi, richiede sensibilità nel cogliere tratti, velature, aspetti, sfumature non standardizzate e quindi prive anche di una sistematica.

Perché partire proprio dal fondatore dei Megadeth (nonché ex membro dei Metallica), per introdurre tale concetto?

Dave Mustaine ha iniziato, costruito e mantenuto un’intera carriera avente come base proprio la sua attitudine.

Scelte decise assunte senza timore ed uno studio approfondito dietro i suoi lavori hanno elevato questo personaggio nell’olimpo del genere e della musica in generale.

Proprio le sue decisioni, in diverse occasioni, si sono rivelate controproducenti a livello complessivo; esempio concreto potrebbe essere la vera e propria “architettura” dietro i brani della sua band ed i suoi giri di chitarra. La difficoltà di esecuzione in alcuni brani impedisce addirittura alcuni movimenti sul palco.

Questa complessità a livello tecnico ha fatto da specchio ad una difficoltà nell’ascolto, anche fra gli amanti del genere; nonostante ciò, Mustaine è sempre andato avanti per la sua strada, desideroso di riempire di personalità i propri lavori senza alcuna esitazione.

I diversi accadimenti professionali e privati hanno plasmato la mentalità di un’artista accecato dal superamento del limite a livello compositivo e tecnico.

Alla luce di ciò, si evidenzia come l’attitudine sia una sorta di marcia in più, che non necessariamente porterà a risultati positivi o negativi; è una qualità pronta ad emergere nel momento opportuno, spesso non si tratta neanche di una scelta “consapevole” dell’artista.

La notizia della sua malattia ha inevitabilmente toccato chiunque, dato che si discorre di un’artista che dopo anni di carriera ancora ha la necessità di realizzare musica non solo per uno scopo prettamente economico, ma anche e soprattutto, per un bisogno fisiologico di liberare tutti i suoi contenuti.

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