Andare indietro nel tempo nell’attesa di ritrovarsi. “I salmoni aspettano agosto” è il romanzo d’esordio di Elena Panzera

Posso parlare con te e dirti come mi sento, oppure non dirti niente, tanto lo capisci lo stesso

I salmoni aspettano agosto è il romanzo d’esordio di Elena Panzera, in libreria dal 15 settembre, edito da Giulio Perrone Editore. Giovane scrittrice toscana, fondatrice di Linoleum, progetto letterario dedicato ai racconti e approfondimenti culturali.

Al centro di questo romanzo vi è la figura di Michele, ventenne e musicista, che ripercorre a ritroso la storia della sua famiglia attraverso la forma del diario, scritto per esortazione della madre, durante un’estate, ovvero quella che conduce al diploma di pianoforte e alla fine del conservatorio. Un diario scritto di sera tra il movimento continuo di chi è intorno a lui e la sua immobilità, necessaria per fare memoria e ritrovare se stesso.

Nella sua vita figura fondamentale è la gemella Francesca con cui si instaura un’interazione complementare, condividendo esperienze di forte empatia, fino a riuscire a relazionarsi attraverso una comunicazione non verbale: dal numero di baci prima di uscire Michele capisce quando la sorella rientrerà. È soprattutto la musica a legarli, questo suonare a quattro mani il pianoforte. Ne deriva un forte amore da parte di Michele che attende ogni sera la sorella e nel frattempo scrive questo diario.

 Un continuo movimento tra presente e passato con cui Michele ricostruisce la storia della sua famiglia, dando una rappresentazione delle persone che hanno caratterizzato la sua vita. Michele ha una grande capacità: intercettare i segreti e i sentimenti della gente. Così racconta la figura paterna, ormai distante. Michele percepisce il dolore della madre dal fatto che non cucina più. Incontra un insegnante di musica che sembra non distrarsi mai se non dall’amore per sua moglie e dalla malattia di quest’ultima. Palmira, amica della madre, che lo aiuta a ricordare la sua infanzia. 

Sullo sfondo di questa ricostruzione vi è Viareggio e il racconto della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 che porta alla morte di trentadue persone. Il più grande disastro ferroviario dell’Italia del dopoguerra.

A caratterizzare il  romanzo è la delicatezza e l’eleganza della scrittura. Al lettore appare di sentire l’armonia della musica che ondeggia tra questo amore fraterno, fatto di presenza e assenza e soprattutto attesa, quest’ultima tema cardine della storia. Dall’altra parte si restituisce anche la fatica con cui Michele cerca di andare indietro e, allo stesso tempo, di giungere a una decisione definitiva che lo porta a suonare per l’ultima volta con sua sorella, per poi separarsi. Per i due ci saranno destini diversi ma legati da alcune costanti: l’amore, la musica e la scrittura. Tutto ciò che serve anche per non perdersi e sentire di stare vivendo una vita.

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