Autostrade: rischio fallimento?

Autostrade per l’Italia apre un fronte alle trattative con il governo italiano, per evitare una possibile revoca della concessione, già in forte rischio dopo i fatti del 13 agosto 2018 (crollo del ponte Morandi) che provocò la morte di 43 persone. 

La notizia di questa possibile trattativa viene resa nota proprio dall’Amministratore Delegato di Autostrade che durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, si dice… a nome dell’azienda, pronto e disponibile al confronto che avverrà insieme alla Ministro dell’Infrastrutture De Micheli, confronto che vertirà sulle relazioni tecniche, relative e fondamentali per l’eventuale revoca o meno alla società del gruppo “Atlantia” già incaricata dei servizi di gestione e manutenzione di circa 3.000 km di rete autostradale; inoltre, aggiunge il delegato Roberto Tomasi, senza una riconferma e senza un indennizzo, fondamentale per l’azienda, i vertici della società prevedono il RISCHIO FALLIMENTO. 

Della concessione iniziale, alla predetta società, restano allo stato, come da contratto, ancora 18 anni nei quali il Consiglio di Amministrazione fa sapere di aver disposto investimenti per 13 miliardi di euro che andranno a ridurre i disagi dei viaggiatori oltre ad altre compensazioni tra le quali nuove risorse per il tratto autostradale Genova-Ponte Morandi; lo stesso A.D. Tomasi comprende la diffidenza che molti accusano nei confronti della società, scaturita a seguito delle recenti inchieste che vedono in prima pagina diversi tratti autostradali. 

Questo nuovo progetto prevede l’affidamento del sistema di manutenzione a nuove società e compagnie, che verificheranno lo stato di conservazione di viadotti e ponti, valutando gli eventuali interventi; Di fatto tali società, subentreranno a seguito dell’annunciato fallimento della società SPEA che fino al crollo del Viadotto Morandi aveva la gestione e la manutenzione dei tratti autostradali. La spesa di questa nuova concessione si aggira intorno al mezzo miliardo ed è prevista anche una velocizzazione dei cantieri in corso. 

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