Quinta edizione. Potrebbero sembrare poche eppure qui alla Stazione Leopolda non si perde tempo. In orario o addirittura in anticipo sono arrivati dei miglioramenti che per altre fiere stiamo ancora aspettando.
Siamo passati da 70 case editrici del 2022 alle 168 del del 2026, dai 150 eventi ai 200. Agostino Poletto, direttore Strategie Corporate Pitti Immagine aveva commentato all’epoca “I risultati di questa prima edizione sono promettenti per lo sviluppo futuro di questo nuovo appuntamento dell’editoria a Firenze.”
Di sviluppo oggi possiamo averne conferme. Gli allestimenti degli stand – a cura di Alessandro Moradei – sono stati resi più funzionali con l’altezza ideale per il lettore, facilitando il transito ma anche lo sguardo nello stand e il confronto con l’editore. Sono state create nuove aree per la lettura ed il dialogo cercando di smorzare i tempi frenetici delle maratone da fiera.
Le sette stazioni di TESTO – Il manoscritto, Il risvolto, La traduzione, Il segno, Il racconto, La libreria, Il lettore – saranno l’architrave di un palinsesto dedicato a conoscere, dal di dentro, come si diventa un libro.
Per avvicinarsi ancora di più alle lettrici e ai lettori, TESTO ha scelto di tessere una rete viva e diffusa: nella sua quinta edizione coinvolge circa quaranta librerie partner sparse in tutta la penisola. Spazi di incontro e di scoperta, dove sarà possibile conoscere il festival e acquistare il biglietto d’ingresso alla fiera. A questa mappa si aggiunge un’altra presenza fondamentale: quella dei bookclub. Oltre trenta, provenienti da ogni angolo d’Italia, che alla Leopolda avranno l’occasione di incontrare i propri autori del cuore e di dare forma a dialoghi autentici, fatti di domande, ascolto e condivisione.
La parola chiave della quinta edizione è ESTRO. Cinque lettere, come cinque sono gli anni della manifestazione: un lieve slittamento di consonanti, un gioco visivo che invita a guardare meglio, uno scarto solo apparentemente leggero. Nulla è lasciato al caso. L’estro è scintilla creativa, movimento del pensiero, inquietudine fertile e intuizione improvvisa. Viene dal greco oîstros, il “tafano”, inteso anche come ciò che punge, che disturba, che costringe a pensare. Non a caso, proprio un tafano diventa il segno grafico di TESTO 2026: emblema di quella piccola, necessaria inquietudine da cui nascono le idee.
L’anno scorso l’edizione chiudeva con oltre 12.000 presenze, riuscirà la quinta edizione a superare questi numeri? Poco importa, rispondiamo noi. La fiera quest’anno ha già dimostrato che i numeri sì, sono importanti ma non quanto la qualità del tempo speso in Stazione.
Che aspettate allora? In Carrozza! A TESTO si diventa un libro!






