In zona rossa non lasciare soli i più fragili, istituire il Garante è occasione per il Lazio

Il passaggio in zona rossa della Regione Lazio viene visto con allarmismo da tutte quelle persone fragili che già hanno vissuto, in tempo di Covid, in gravi condizioni sia di vita che di lavoro. Molti di essi, infatti, hanno sofferto l’isolamento causato dall’emergenza sanitaria dovuto dalla riduzione dell’assistenza domiciliare e le conseguenti difficoltà a svolgere anche le pratiche quotidiane. È doverosa, quindi, un’attenzione particolare da parte della Regione Lazio nei confronti di tutti i soggetti coinvolti che vedranno davanti a loro lo spettro di un nuovo isolamento.

Per questo, è necessario continuare a stimolare sia i bambini con disabilità nella didattica a distanza attraverso una rimodulazione del servizio, sia avviare dei tavoli di trattativa regionale per arrivare finalmente ad un accordo integrativo sui medici ambulatoriali interni atteso in Regione Lazio ormai da più di quindici anni: se vogliamo garantire un servizio valido è senza dubbio necessario dare particolare attenzione anche a chi si occupa del mondo della domiciliarità dando supporto a quei pazienti più fragili che spesso sono impossibilitati a raggiungere i presidi ospedalieri o ambulatoriali.

Esigenze che sarebbero potute emergere in anticipo se anche nel Lazio ci fosse una figura garante come richiesto in una mia proposta di legge, già condivisa trasversalmente, sull’istituzione di un Garante per i disabili regionale a beneficio della dignità delle persone più fragili.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here