Marianna Rocher è responsabile per l’8ª circoscrizione del Rassemblement National, che comprende l’Italia e i Paesi del Mediterraneo orientale. Con una formazione internazionale e numerosi periodi di espatrio, unisce all’impegno politico una solida esperienza come consulente in comunicazione digitale. È presidente di un’associazione culturale che sostiene artisti emergenti e autrice di libri, tra cui l’ultimo, Io e il mio cancro, un racconto intenso e personale sul suo percorso di vita con la malattia. Figura poliedrica, si muove tra politica, cultura e società con una visione europea fondata sull’identità nazionale e sul sostegno alle nuove generazioni.
Lei è responsabile per l’8ª circoscrizione del Rassemblement National, che comprende l’Italia e altri Paesi del Mediterraneo orientale. La sua formazione internazionale e i suoi numerosi espatri le hanno dato uno sguardo multiculturale. In questo contesto, quale posizione dovrebbe assumere l’Europa – e in particolare l’Italia e la Francia – sul tema dell’immigrazione?
In Francia entrano ogni giorno più di mille persone, vale a dire uno straniero in più ogni due minuti. Noi non siamo contrari all’immigrazione in sé: sosteniamo un’immigrazione di persone che si integrano, lavorano e contribuiscono alla società. Tuttavia, su circa cinquecentomila ingressi annuali, soltanto cinquantamila rispondono a queste caratteristiche, mentre la maggioranza finisce per vivere soprattutto di aiuti sociali. Per questo riteniamo necessario abolire il diritto del suolo, limitare il ricongiungimento familiare, reintrodurre il reato di soggiorno irregolare e ripristinare i controlli alle frontiere nazionali, riservando la libera circolazione ai soli cittadini degli Stati membri di Schengen.
Oltre alla sua attività politica, lei è consulente in comunicazione digitale, presidente di un’associazione culturale e autrice di libri. Quali sono i progetti più significativi che sta portando avanti in Italia? E come riesce a coniugare l’aspetto professionale con quello culturale e politico?
Come associazione culturale mi impegno a sostenere e far crescere nuovi artisti emergenti, sia nel campo musicale sia in quello pittorico. L’ultima collaborazione è stata particolarmente fruttuosa, poiché l’artista con cui ho lavorato ha vinto il primo premio in un prestigioso festival in Moldavia. Inoltre, ho recentemente pubblicato il mio ultimo libro, “Io e il mio cancro”, un racconto intimo e personale che descrive il mio percorso di vita con la malattia: dalle cure alle sensazioni più profonde, vissute non solo da chi affronta il cancro in prima persona, ma anche dalle persone che lo circondano.
Quest’anno la sua presenza alla Festa della Lega a Pontida ha attirato molta attenzione. Qual è stato il significato politico e personale di questa partecipazione? E quale messaggio ha voluto portare in un contesto così particolare?
La Lega è nostra alleata italiana all’interno del parlamento europeo nel gruppo Patriots for Europe. Condividiamo la stessa visione dell’Europa intesa come “l’Europa delle nazioni”. Inoltre, c’era anche il nostro presidente Jordan Bardella, dunque non potevo mancare a questo evento, durante il quale ho conosciuto con molto piacere il vostro vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, nonché altre personalità di spicco della Lega. Il messaggio che è stato trasmesso è quello dell’unità di intenti, della voglia di rinascita e della conservazione della nostra identità nazionale all’interno del quadro europeo.









