Quando un amministratore pubblico si trasforma nel “Marchese del Grillo”

Quando un’amministrazione pubblica prova a risolvere i problemi con idee bizzarre, è molto probabile che commetta degli errori.

Ad esempio: può un normale cittadino decidere autonomamente di dipingere strisce pedonali o di realizzare un dosso artificiale davanti casa? La risposta e no, tanto che sono convinto che lo capirebbe persino la più distratta delle opposizioni!

A questo punto mi domando: può un assessore comunale salire su un mezzo privato e tagliare l’erba di un  “Parco” (o meglio “prato”)?

Può  un assessore seguire i mezzi per il rifacimento delle strade e impartire ordini agli operai, “sostituendosi” ai tecnici del Comune? 

Anche in questi casi credo che la risposta sia negativa. E potrei fare tanti altri esempi.

In un Comune, come in qualsiasi altro contesto sociale, il rispetto dei ruoli e delle competenze è fondamentale.

Un assessore rappresenta la comunità locale e il suo agire è legato a precise prerogative. In altre parole, anche se mosso da buone intenzioni (ammesso che ce ne siano), un rappresentante delle Istituzioni deve essere il primo a dare il buon esempio e soprattutto non può agire da improvvisato boy scout, perché altrimenti si generano solo conflitti e confusione.

Fare buona amministrazione significa intervenire sui tecnici di riferimento quando si avvisano degli errori macroscopici, tipo un dosso sulle corsie ciclabili e magari domandarsi:

  • Cosa ne pensa il direttore del progetto di quei lavori;
  • Se il progetto approvato prevedeva un dosso sulla pista ciclabile;
  • in caso di incidente su quel dosso l’amministrazione pubblica può essere chiamata in causa?

Su tutti questi temi , e su altri, torneremo più avanti. Per il momento lascio a voi le risposte.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here