The pink squad: Michelle Obama: donnina o superwoman?

Il 13 Novembre 2019 usciva nelle librerie italiane il libro autobiografico di Michelle Obama, Becoming. Nel panorama politico statunitense e in quello internazionale la nuova speranza, dopo quella di Barack Obama, è veder diventare Michelle prima donna presidente degli Stati Uniti. Le voci e le smentite si rincorrono, ma quello che mi colpisce maggiormente è il titolo de il Giornale che è: “C’è un Barack per ogni donna”. L’articolo era un commento all’intervista a Michelle Obama di Oprah Winfrey nella quale l’ex first lady rilascia dichiarazioni sul suo libro incentrato sulla propria vita prima, durante e post la permanenza alla Casa Bianca.

La stampa mondiale ne ha parlato, ne è rimasta stupita e ha applaudito ad una delle donne più potenti dello scenario internazionale, ma c’è sempre qualcuno che non capisce o fa finta di non farlo. È chiaro forse ai cittadini di tutto il pianeta che gli Obama sono una coppia progressista, aperta e femminista.

Lo storytelling della loro permanenza alla Casa Bianca, della nascita e dello sviluppo della loro storia d’amore è chiaro: i due attori della relazione sono alla pari, anzi -addirittura- in alcune fasi pare assumere un ruolo predominante proprio Michelle, anche se mantiene costantemente il suo portamento elegante, superbamente pacato e delicatamente assertivo.

Mi meraviglio perché queste dinamiche emergono dalle interviste rilasciate, dalle foto, dai video, dalle apparizioni pubbliche ecc. Nell’intervista di Oprah Winfrey Michelle racconta la sua relazione, alcune vicende intime familiari, il suo sostegno a Barack come marito e, soprattutto, come politico che sarebbe stato in grado di affrontare la presidenza degli Stati Uniti d’America; perché allora c’è ancora qualche giornale che titola “C’è un Barack per ogni donna”? Perché sembra tutto girare intorno all’uomo e non alla donna, seppur di grande carisma e potere?

Sono rimasta stizzita, delusa e preoccupata da quel titolo perché sembra tutto ridursi ad una ricerca spasmodica dell’uomo perfetto, ad una feria o un’asta dei sentimenti, quando dietro quella coppia c’è molto di più che la semplice dinamica romantica e utopica. Tutto ciò può soddisfare l’omuncolo e la donnina, ma non chi vuole risposte diverse, non chi ha bisogno di stimoli.

Forse -come nel primo articolo di questa rubrica- non siamo pronti ad accettare una totale parità di genere, ad offrire le stesse possibilità a uomini e donne e a vedere il potere racchiuso nelle mani di una donna; non riusciamo a fare questo meraviglioso passo avanti e rimaniamo fermi senza cambiare lo scenario politico, sociale e culturale internazionale.

Michelle Obama è un esempio di forza, di dedizione, di passione, di amore, di una miriade di altre cose, ma non possiamo ridurla ad una donnina che sta dietro al presidente: lei sta accanto, vigila, consiglia, indirizza e magari soddisferà il sogno di tanti di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

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