Verba manent: libero pensiero in libera università

Università Sapienza, eccellenza nel mondo, che nel nome racchiude  la principale virtù che gli uomini possano avere. Dall’homo neanderthalensis all’homo sapiens, per l’appunto, l’individuo si è evoluto in sé e fuori da sé, nel rapporto con gli altri. Con un enorme ma doveroso salto in avanti nella storia, l’individuo ha conosciuto la democrazia, che è potere di manifestazione libera del pensiero. E, soprattutto, che non è unidirezionale, altrimenti non sarebbe tale, cioè propria del popolo, della collettività. Democrazia vale per tutti, anche quando, forse si potrebbe dire a maggior ragione, “l’altro” esprime idee diverse. 

Due giorni fa, proprio nell’Università sopraccitata, Azione Universitaria ha organizzato un convegno che ha ospitato un esponente di FDI e il giornalista Daniele Capezzone. Prima dell’evento, una folla di studenti manifestanti ha provato a impedirne lo svolgimento e ha tentato di entrare nell’aula per sabotare l’iniziativa. “Fuori i fascisti dalla Sapienza”, è apparso su uno striscione. Come se Capezzone, peraltro ex radicale, fosse la reincarnazione di Benito Mussolini. Roba da sballo del sabato sera. 

La reazione della polizia, che ha caricato i manifestanti, ha fatto discutere. Alcuni hanno perfino associato ciò al neonato governo di destra, affermando, tra le righe, che da quella parte dell’emiciclo sono barbari e facinorosi. Altri, invece, hanno rivisto gli anni Settanta, quando le proteste universitarie dominavano. La realtà dei fatti, purtroppo, ha mostrato invece una certezza: la polizia spesso si comporta così, cioè respinge delle insurrezioni più o meno violente in maniera altrettanto violenta. Giorgia Meloni non c’entra. Dalla miccia parte una scheggia che impazzisce e rende tutto incontrollabile, così risultano feriti e arrestati. 

È altrettanto evidente, però, che additare come fascisti quelli che si intende bloccare, senza alcun reale diritto di impedimento, che semmai spetterebbe alla questura o all’università stessa, è un comportamento tipico da fascisti. Diventare ciò che abbastanza ciecamente si vuole rintracciare e combattere. Dei giovani Don Chisciotte, reazionari e qualche volta ignorantelli, che lottano contro dei mulini a vento. Invisibili, come ciò che essi cercano e denunciano. 

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