In Your Mother Your Mother Your Mother, la morte di una madre costringe il marito a confrontarsi con un ruolo che, fino a quel momento, ha interpretato soprattutto in termini economici. Portare il cibo in tavola, garantire un tetto e lavorare per la famiglia: per lui, essere padre significa provvedere. Ma quanto vale la sicurezza materiale quando manca la presenza emotiva?
Mahershala Ali dà corpo a questa contraddizione con un’interpretazione misurata
Il protagonista è ancora un cecchino, un uomo che per lavoro toglie vite e che, nella dimensione familiare, deve imparare a proteggerle e a prendersene cura.
Un ribaltamento interessante, che la sceneggiatura avrebbe potuto approfondire maggiormente. La sua assenza non nasce necessariamente dal disinteresse, ma dall’idea che il sacrificio del lavoro equivalga alla presenza.
Il percorso di cambiamento, però, non risulta sempre convincente.
A distinguersi sono soprattutto la regia e la fotografia. Le immagini restituiscono l’imbarazzo, la vulnerabilità e la distanza tra i personaggi senza dover spiegare ogni emozione. Emblematica la scena in cui una donna, ex stripper, allatta il neonato: il padre distoglie lo sguardo per rispetto e la macchina da presa adotta la sua stessa prospettiva, riprendendola di spalle. Una scelta precisa, che evita di sessualizzare il corpo femminile e affida all’inquadratura il significato del gesto. Un esempio di cinema capace di raccontare molto con pochissimo.
Questa sensibilità visiva si scontra però con una scrittura spesso artificiosa. La ricerca del latte materno, inizialmente legata alle difficoltà concrete di un padre impreparato, diventa un espediente per introdurre una comunità cristiana presidiata da uomini armati. Si aggiungono i vicini mormoni e la tradizione musulmana della famiglia protagonista. Il confronto tra religioni avrebbe potuto aprire interrogativi su appartenenza, solidarietà e modi diversi di affrontare il dolore. Invece, l’accumulo di figure e pratiche religiose non produce un vero approfondimento.
Il problema non è la rappresentazione positiva della fede musulmana, né la scelta di mettere in dialogo credenze differenti. È il modo in cui la religione finisce per prendere il sopravvento sui personaggi. Soprattutto nel finale, il film insiste troppo sull’idea che fede e preghiere possano salvare una vita, trasformando una storia sulla responsabilità e sulla perdita in un messaggio religioso fin troppo esplicito. Raccontare la fede non significa necessariamente chiedere allo spettatore di accettarla come risposta a tutto.
Your Mother Your Mother Your Mother resta un film apprezzabile per la forza delle immagini, la regia e la prova di Ali. Ma una storia così umana avrebbe meritato una sceneggiatura più solida e meno interessata a ribadire il proprio messaggio spirituale.






