ChatMinerva: l’IA italiana dell’Università La Sapienza

Si chiama Minerva ed è stato realizzato interamente a Roma nei laboratori dell’Università La Sapienza il primo chatbot IA italiano. Il progetto sviluppato dal gruppo di ricerca Sapienza NLP guidato dal professor Roberto Navigli in collaborazione con lo spin-off Sapienza Babelscape è una nuova evoluzione del Large Language Model dell’università romana. Si tratta di un assistente AI multimodale, progettato per comprendere testi, immagini e documenti, accedere al Web in tempo reale e dialogare in italiano con maggiore affidabilità e sicurezza. ChatMinerva, questo il nome esteso, nasce come progetto di ricerca interamente sviluppato in Italia che a differenza di altri modelli si distingue per un approccio aperto, trasparente e controllabile in tutte le sue fasi: dal pre-training al fine-tuning, fino ai meccanismi di sicurezza e moderazione.

Oltre agli aspetti tecnologici, l’iniziativa propone una narrazione alternativa rispetto a quella dominata dai grandi gruppi internazionali, valorizzando ricerca pubblica, competenze accademiche e collaborazione tra università, studenti e ricercatori. ChatMinerva amplia radicalmente le capacità dell’LLM Minerva, trasformandolo in un vero assistente AI multimodale. Gli utenti possono ora caricare fotografie, immagini, pagine scannerizzate, articoli scientifici, report e documentazione tecnica, chiedendo a ChatMinerva di interpretarli, riassumerli, analizzarli o rispondere a domande sul loro contenuto. Tra le principali novità la comprensione multimodale, l’accesso al web in tempo reale, la gestione di documenti lunghi e una maggiore sicurezza dei dati trattati. 

La nuova versione dell’LLM Minerva utilizzata nella chatbot è stata sottoposta a un ampio processo di raffinamento dell’algoritmo attraverso milioni di esempi di istruzioni, sia testuali che multimodali, risultato reso possibile dalla potenza di calcolo del supercomputer Leonardo di CINECA, impiegato per tutti i processi di addestramento.

Fondamentale anche il contributo diretto dell’ampia comunità di utenti: le interazioni raccolte durante l’utilizzo pubblico di Minerva 7B hanno permesso di migliorare sensibilmente le capacità conversazionali del sistema e la qualità delle risposte.

“Vogliamo dimostrare che è possibile costruire tecnologia AI di frontiera anche in Europa e in Italia, con un approccio aperto, scientificamente rigoroso e indipendente. Minerva inoltre è ‘cresciuta’ insieme ai suoi utenti. Ogni prompt, interazione e feedback ha contribuito a costruire un assistente AI più utile, più robusto e più vicino alle esigenze reali delle persone”, spiega il professor Roberto Navigli, docente della Sapienza e responsabile del progetto. 

Minerva continua a rappresentare la principale iniziativa italiana nel campo dei Large Language Model sviluppati con controllo diretto sulle fonti e sui processi di addestramento e l’unica curata da un’università pubblica in Italia. “Il lancio di ChatMinerva segna una nuova tappa nel percorso di innovazione del nostro Ateneo nel campo dell’intelligenza artificiale – afferma la rettrice Antonella Polimeni. L’evoluzione del progetto Minerva verso assistenti AI multimodali e interattivi conferma la capacità della Sapienza di trasformare la ricerca di frontiera in innovazione concreta, al servizio della conoscenza e della società. Questo risultato nasce dall’integrazione tra competenze scientifiche, infrastrutture avanzate e collaborazione con realtà innovative del territorio, rafforzando il ruolo di Sapienza come motore strategico della ricerca e dell’innovazione tecnologica nel Paese.”

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