Cinema, l’estate rilancia il box office ma il cinema italiano resta indietro

Il cinema italiano si avvicina alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia con un dato che fa ben sperare: il pubblico è tornato in sala e il mercato cinematografico, dopo anni complicati, sembra aver ritrovato una nuova energia. I numeri registrati fino al 23 agosto raccontano infatti una crescita significativa, con 422,9 milioni di euro incassati dall’inizio dell’anno e 55,3 milioni di spettatori. Rispetto allo stesso periodo del 2025, significa un aumento rispettivamente del 46% e del 36%.

A sorprendere ancora di più è il risultato dell’estate. Da giugno a fine agosto le sale italiane hanno raccolto 149,5 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’estate dello scorso anno. Anche le presenze hanno seguito la stessa tendenza, arrivando a 19,2 milioni. Un risultato importante perché dimostra come andare al cinema non sia più necessariamente legato ai mesi autunnali e invernali: quando l’offerta riesce a proporre titoli capaci di attirare il pubblico, anche l’estate può trasformarsi in una stagione forte.

Il problema, però, emerge quando si guarda più da vicino a quali film stanno portando gli spettatori davanti al grande schermo. A dominare sono soprattutto le grandi produzioni internazionali e i film diventati veri e propri eventi. In cima alla classifica del 2026 c’è “Odissea”, con 52,1 milioni di euro, seguito da “Spider-Man: Brand New Day” e “Il Diavolo veste Prada 2”. Sono titoli che hanno una grande forza commerciale e che confermano quanto il pubblico continui a rispondere alle produzioni spettacolari, ai franchise conosciuti e ai personaggi già entrati nell’immaginario collettivo.

Il cinema italiano, invece, vive una situazione più complessa. Da gennaio i film nazionali e le coproduzioni hanno raggiunto 94,5 milioni di euro, con una crescita del 14% rispetto allo scorso anno. Un risultato positivo, sostenuto soprattutto da “Buen Camino” di Checco Zalone, capace ancora una volta di dimostrare quanto un grande successo nazionale possa incidere sull’intero mercato.

Ma proprio l’estate mette in evidenza la fragilità del nostro cinema. Nei mesi più caldi i film italiani hanno raccolto appena 4,5 milioni di euro, fermandosi al 3% del box office complessivo. Un anno fa la quota era del 7%. Anche il titolo nazionale più visto del periodo, “Le Città di Pianura”, si è fermato a 478mila euro.

Il dato complessivo, dunque, è positivo, ma racconta una storia a due velocità. Gli italiani sono tornati al cinema e le sale stanno recuperando terreno. Ora la vera sfida sarà capire se il cinema italiano riuscirà a intercettare questa ritrovata voglia di grande schermo. Venezia arriva nel momento giusto: più che una semplice vetrina, potrebbe rappresentare l’occasione per riaccendere l’attenzione del pubblico anche sulle produzioni italiane.

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