Colombia, la grande potenza (in divenire) del Sudamerica

Il suo nome è un omaggio a Cristoforo Colombo. È la quinta economia dell’America Latina. Siede su un forziere di tesori minerari ed energetici, dal carbone agli smeraldi, più unico che raro. Ed è anche un pezzo d’Italia in Sudamerica. Stiamo parlando della Colombia.

Introduzione alla Colombia

La Colombia produce più storia di quanta le Americhe possano digerire. Qui è dove trovarono massima espressione i sogni del liberatore della raza cósmica, l’intramontabile Simón Bolívar, ai tempi della Grande Colombia. Qui è dove ebbe inizio la storia della piccola Panama. Qui è dove cominciò la saga della Teologia della liberazione, partorita in quel di Medellín nel 1968, e dei suoi protagonisti, come il leggendario prete guerrigliero Camilo Torres Restrepo. E qui è dove, più che altrove, è possibile vedere, toccare e assaporare le bellezze e le contraddizioni dell’America Latina.

Terra dei sogni di Bolívar e pallino fisso di John Quincy Adams, che la definì “una delle nazioni più potenti del pianeta”, la Colombia è sempre stata al centro del palcoscenico della storia latinoamericana. E oggi, con il graduale avviamento della lunga guerra civile verso il tramonto, potrebbe essere pronta a reclamare il titolo di regina del Sudamerica.

L’insieme di risorse naturali, l’essere bagnata da due mari e la presenza di un capitale umano significativo – 51 milioni di abitanti – e relativamente giovane – età media: 31 anni –, che può vantare l’opportunità di formarsi nel terzo ecosistema universitario migliore dell’America Latina, rendono infatti la Colombia una sorta di El Dorado.

I tesori della Colombia

Perché la Colombia sia proiettata a uno status di grande potenza regionale è una questione di numeri e risorse naturali. O meglio: dei numeri relativi alle sue risorse naturali.

Nel suolo, nel sottosuolo e nei fondali marini della Colombia è possibile trovare un’elevata concentrazione di ricchezze strategiche: dai combustibili fossili ai minerali critici, passando per metalli preziosi e terre rare. Concentrazione che la rende l’equivalente sudamericano del Congo, il “miracolo geologico” dell’Africa”, e che si esprime nei seguenti record:

  • Più del 70% degli smeraldi che annualmente confluisce sui mercati globali ha origine colombiana;
  • Insieme a Brasile e Vietnam produce oltre il 50% del caffé che viene consumato annualmente nel mondo;
  • Occupa la seconda posizione nel mercato mondiale dei fiori recisi, con una quota pari al 18% e una produzione annua superiore ai duecento milioni di chilogrammi;
  • È nella top-dieci dei paesi con le maggiori riserve di carbone;
  • È la principale produttrice di carbone del subcontinente, la terza produttrice mondiale di coke e la quarta di carbone termico.
  • Ha i decimi giacimenti di nickel più grandi del pianeta;

Una potenza emergente

Risorse naturali a parte, la Colombia presenta uno dei migliori ambienti per gli investimenti internazionali del Sudamerica (terza classificata nell’Index of Economic Freedom 2023 dell’Heritage Foundation) ed è stata descritta dalla Banca Mondiale come “un leader nel panorama digitale di America Latina e Caraibi”, essendo la casa “del 12,8% delle aziende digitali della regione, dietro solo a Brasile e Messico”.

Non sorprende, alla luce dei numeri e dei fatti di cui sopra, che gli Stati Uniti abbiano voluto costruire un’eccezionale special relationship con la Colombia, che vale 1,6 trilioni di dollari l’anno, e che il governo di Gustavo Petro sia stato invitato a entrare nei BRICS alla vigilia del summit di Johannesburg. Perché la Colombia ha le carte in regola per entrare nel club dei grandi dell’ordine mondiale.

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