Coronavirus – Andreassi e Piazzoni (IV): “Bene la Regione, ora rafforzare sorveglianza sul territorio, aumentare copertura test anche attivando laboratorio dedicato all’Ospedale di Genzano”

Apprezziamo lo sforzo fatto dalla Regione Lazio nella difficile situazione creata dall’emergenza Covid-19, ma crediamo sia necessario fare un ulteriore passo in avanti rafforzando le misure di sorveglianza attiva sul territorio della Asl Rm6, implementando l’azione della medicina territoriale e utilizzando il laboratorio analisi dell’Ospedale di Genzano di Roma per aumentare la capacità di eseguire i test con risposta rapida”: così in una nota i Coordinatori della Provincia di Roma di Italia Viva Luca Andreassi e Ileana Piazzoni.

Ormai sappiamo con certezza che è fondamentale contenere il contagio individuando i positivi asintomaci, vale a dire le persone che hanno contratto il virus senza mostrare alcun sintomo, ma che sono molto contagiosi. Le stesse linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano come l’isolamento tempestivo degli asintomatici positivi rappresenti un elemento chiave nel contenimento del contagio, e i risultati ottenuti da Paesi come Corea del Sud, Singapore e Taiwan, dove l’avanzata del Coronavirus è stata più prontamente arrestata, sono a testimoniarlo. Inoltre, tale modello sta producendo ottimi risultati anche nelle Regioni che lo stanno adottando, quali Veneto, Toscana ed ora anche Emilia Romagna”, affermano Andreassi e Piazzoni.

La Regione Lazio ha già annunciato di voler incrementare il numero di test per il personale sanitario e di voler avviare l’utilizzo di un nuovo test rapido. Pensiamo che questa azione vada ulteriormente estesa e, soprattutto, vadano ridotti i tempi con cui ottenere i risultati dei test. E’ una richiesta peraltro che è stata avanzata anche da molti medici e amministratori del territorio” – spiegano Andreassi e Piazzoni –  “L’utilizzo del laboratorio di analisi presso l’Ospedale di Genzano consentirebbe, a nostro avviso, di andare in questa direzione: la struttura è funzionante ed immediatamente disponibile e, attrezzandola velocemente con i livelli di bio-sicurezza previsti dai protocolli operativi del contrasto al Covid-19, già ora sarebbe in condizione di effettuare 80 test ogni 4 ore. Una soluzione che potrebbe portare in poco tempo a screening efficace di tutte le fasce di popolazione a maggior rischio”. 

Sorveglianza attiva sul territorio significa che se una persona chiama il proprio medico perché sta male, non viene lasciata a casa senza assistenza: si deve assicurare un rapido intervento per monitorare la fase di contagio ed eventualmente fare il test alla persona (per procedere tempestivamente alle cure migliori), ai suoi familiari e, via via a cerchi concentrici, agli altri suoi contatti, per individuare e isolare i contagiati”, concludono Andreassi e Piazzoni.

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