Governo, Cdm a Cutro. La toppa è peggiore del buco?

Nella località protagonista della tragedia, Cutro, si è svolto il Consiglio dei Ministri. Una scelta che ha provocato molte reazioni, sia di assenso che di dissenso. Applausi e lancio di peluche hanno accolto il Premier, Giorgia Meloni, e i due Vice, Salvini e Tajani. Una località scossa dalla ribalta mediatica, soprattutto per quanto verificatosi al largo delle coste, dove più di sessanta persone hanno perso la vita, tra cui diversi bambini. Il dolore si unisce alla rabbia per una tragedia, l’ennesima, che definire evitabile sarebbe riduttivo. Una politica, quella dell’ultimo ventennio, probabilmente poco incisiva verso un tema così importante, poco concreta e pragmatica e molto idealista.

Ma se la gestione dei migranti è storia ormai di lunga data, la contestazione all’attuale governo, probabilmente, trova fondamento nella mancanza di azioni concrete, di vicinanza nei confronti della popolazione di Cutro e delle vittime. Il tutto alimentato da una serie di dichiarazioni di esponenti del governo (quantomeno discutibili) e dalla totale mancanza di presenza di altri. 

L’opposizione, sulla scia di quanto dichiarato da parte del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, recrimina l’assenza del premier e di altri esponenti del Governo; a maggior ragione, il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali alla riunione del Consiglio dei Ministri non ha placato gli animi.

In un’epoca in cui l’ideale ed il modo di comunicarlo sono più incisivi dell’azione stessa, peraltro anche la presenza o meno in loco può essere considerata mossa politica, è difficile sentenziare su quale possa essere la scelta corretta, soprattutto se si parla di morti, in particolare bambini.

 Sta di fatto che l’azione del governo, forse tardiva, volta a garantire una presenza massiccia, ha aperto un dibattito acceso. Da un lato l’applauso per testimoniare condivisione e gratitudine ad esponenti del governo, dall’altro una contestazione con lancio di peluche, nel frattempo diventati, purtroppo, simbolo della tragedia. La speranza è che sia l’ultimo momento di protesta in cui, per esprimere dissenso, bisogna utilizzare materiale che richiami alla tragedia di bambini colpevoli soltanto di essersi trovati nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

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