Guerra cognitiva, la nuova minaccia ibrida. Il dossier a cura di Emanuel Pietrobon

La guerra è cambiata, è un gioco di potere. Non si combatte più sul campo di battaglia, ma su quello delle idee e della percezione. Colpisce la mente e scalfisce il cuore delle persone. Il nemico non è più solo un’altra nazione, ma un’idea. Risulta sempre più facile colpire l’idea di quella che è la democrazia attuale, della nostra libertà e del progresso tecnologico in cui viviamo. È facile colpire l’idea che fa pensare che il mondo possa essere un posto migliore.

La guerra ucraina ne è un palese esempio di guerra ibrida: si combatte sì sul campo di battaglia, ma sono forti i colpi da attutire con le parole. Presidenti delle due fazioni, alleati e non alleati, Paesi neutrali e fortemente convinti del loro schieramento. Nessuno sopravvive alla nuova guerra.

La guerra è cambiata, non è più un evento circoscritto ad un luogo e ad un tempo. È pur vero, ad esempio, che la guerra russo – ucraina si combatte nei territori ucraini principalmente, ma l’impatto che sta avendo in questi anni è stato mondiale. Tutti hanno risentito della crisi ucraina, l’odio (in)fondato è straripato dai confini inondando l’intero emisfero terrestre.

Viviamo in un mondo sempre più interconnesso, dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce e influenzano le opinioni, i comportamenti delle persone, fino ad indebolire la loro capacità di resistere a questa tentazione. Disinformazione, propaganda e idee radicali sono i tre pilastri fondamentali su cui si basa la guerra ibrida, portando alla divisione e al caos all’interno della società.

Guerra russo – ucraina: la prima forma di guerra ibrida.

Sin dall’inizio del conflitto, le regole del “gioco” non sono mai state del tutto chiare. Infatti, il conflitto è sempre stato caratterizzato da una combinazione di azioni militari tradizionali – come l’invasione del territorio ucraino – e di azioni non militari – come la guerra cibernetica, psicologica e propagandistica da entrambe le fazioni. Il bene e il male che si alternano continuamente nell’arena dei combattimenti.

Non solo azioni, ma anche gli attori la rendono una guerra ibrida: i protagonisti Russia e Ucraina e i loro alleati. Gli USA e gli alleati occidentali che forniscono armi e aiuti finanziari all’Ucraina, la Cina e i Paesi mediorientali che supportano la Russia politicamente e finanziariamente dopo il crollo imposto dall’Occidente.

Infine, ma non per importanza, l’impatto di questa guerra che va oltre il confine russo – ucraino, ovvero la destabilizzazione dell’Europa orientale e la sicurezza globale. Ad esempio, la Russia ha condotto attacchi cibernetici contro infrastrutture ucraine, come la rete elettrica e i sistemi di difesa. Per non parlare di attacchi sospetti in tutta Europa ai sistemi di trasporto.

La Russia è stata la prima in questo conflitto a diffondere disinformazione e propaganda per destabilizzare il governo ucraino accusato di praticare il Nazismo. A difesa di questa teoria, ha utilizzato mercenari e gruppi separatisti per sostenere le sue forze armate.

La guerra ibrida presentata da Pietrobon.

Emanuel Pietrobon, analista geopolitico, ha presentato e discusso di questa nuova forma di guerra che sta già mettendo in ginocchio i nostri sistemi democratici nel suo Machiavelli Dossier.

Il dossier, realizzato grazie al sostegno della Augustus Foundation, è stato presentato presso la Camera dei Deputati, nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio, lunedì 25 settembre 2023 alle ore 18.00.

All’evento sono intervenuti il Generale Carmine MasielloSottocapo di Stato Maggiore della Difesa – e Daniele ScaleaPresidente del Centro Studi Machiavelli. È risultato un fondamentale punto di partenza per comprendere che cosa sia la guerra cognitiva e quali sono le strategie che si usano per metterle in atto.

La guerra cognitiva è, ormai, una realtà che non possiamo più ignorare. Dobbiamo imparare a difenderci da questa minaccia o, per lo meno, riconoscerne i segnali.

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