Il carisma di Don Giussani per i giovani nel periodo Covid-19

Sono state tantissime le omelie per ricordare il sedicesimo anniversario dalla morte di Don Luigi Giussani, in Italia e nel mondo. Uno dei suoi messaggi principali è stato “vivere la fede da protagonisti”, portando con se il bagaglio culturale del magistero, testimoniandolo ed arricchendolo giorno dopo giorno, di esperienze nuove. E’ questo, quello che noi giovani dobbiamo cercare di inseguire in questo periodo pandemico, denso di difficoltà di ogni genere, che sembra, grazie alla vaccinazione iniziata nel Paese, poter finire presto.

La forza di Don Giussani sono stati proprio i giovani. Grazie al suo carisma, riusciva a radunarli cosi tanti, che sfogliando vecchie foto, fanno davvero impressione!

La sua capacità è stata principalmente quella di fare emergere sempre più convintamente la dimensione comunitaria cristiana, dando forza, sogni e speranze non solo a Cl ma a tutti giovani, che grazie ai suoi insegnamenti, al suo confronto sempre aperto e di ampio raggio culturale, correlati alla fermezza dei valori, è riuscito a diffondere in in tutto il mondo. Il suo coinvolgere e interrogare la visione dottrinale all’attualità e, viceversa, il suo voler cercare di riportare ai problemi attuali una dimensione cristiana semplice ma mai banale. Una realtà del presente.

Penso che il suo insegnamento voglia dire soprattutto impegnarsi, non stare alla finestra. E’ il senso che trovo in una delle sue lezioni di vita ai giovani: “Essere giovani vuol dire avere fiducia in uno scopo. Senza scopo uno è già vecchio. Infatti la vecchiaia è determinata da questo: che uno non ha più scopo. Mentre chi ha quindici, vent’anni, magari inconsciamente, è tutto teso a uno scopo, ha fiducia in uno scopo. Questo rivela un’altra caratteristica dei giovani. E’ la razionalità. Essi lo sono molto più degli adulti. Un giovane vuole le ragioni. E lo scopo è la ragione per cui uno cammina. Per dire la parola grossa, che può sapere di romantico, l’ideale. Se uno non l’ha, è vecchio.”

Con il fine di ricordare a sedici anni questo glorioso anniversario ai più giovani, la morte del Servo di Dio Don Luigi Giussani, soprattutto in un momento difficilissimo come quello che stiamo vivendo, dove la pandemia ha causato morti e nuovi malati, alterato problematiche economiche e sociali imponenti, trovo fondamentale raccogliere la sfida della “positività”, vivendo intensamente il rapporto con Dio, tanto citata dal Presidente di Comunione e Liberazione Don Julian Carron, che da slancio e fiducia alla bellezza dei sogni di ognuno di noi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here