InnovAzione: New Space Economy, un Made in Italy in rampa di lancio

In partnership con lo Studio Legale Improda – avvocati associati

La Space Economy, secondo la definizione fornita dall’OCSE, rappresenta l’”insieme delle attività e dell’uso delle risorse spaziali che creano valore e benefici per l’umanità nel corso dell’esplorazione, comprensione, gestione e utilizzo dello Spazio”.

L’Osservatorio Space Economy, più dettagliatamente, sancisce: “La Space Economy è la catena del valore che, partendo dalla ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti (upstream) genera prodotti e modelli di servizio innovativi basati sullo spazio (downstream) – come per esempio i servizi di telecomunicazione, di navigazione e di osservazione della terra – capaci di meglio soddisfare esigenze note ed emergenti di un ampio spettro di organizzazioni private e pubbliche, in diversi settori (end-user)”.

Con l’espressione New Space Company si indica una nuova fase della Space Economy, attualmente in pieno sviluppo, caratterizzata da una inedita centralità e da un innovativo ruolo nelle attività extra atmosferiche da parte delle imprese private e degli operatori di mercato.

Nel 2022, secondo i dati dello Space Economy Report di Euroconsult, l’Economia dello Spazio su scala planetaria si è attestata su un volume di 464 miliardi di dollari e si stima che entro i prossimi dieci anni il mercato globale supererà i 737 miliardi.

Nella New Space Economy esiste un Made in Italy particolarmente interessante e avanzato, con una struttura di base di circa 300 imprese ed un fatturato annuo oltre i 4 miliardi di euro, articolato su una ampia platea di PMI ed alcuni grandi player, come Thales Alenia Space, Avio e Leonardo.

Il supporto dello Stato al comparto negli ultimi anni è stato significativo: stanziamento per le attività spaziali di 2,3 miliardi di euro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Governo Conte 2; approvazione del Piano Triennale di Attività 2022-2024 di circa 1,8 miliardi dell’Agenzia Spaziale Italiana, con ulteriori 800 milioni del fondo complementare durante il governo Draghi; contribuzione di 3,1 miliardi al vertice ministeriale ESA di Parigi a fine novembre da parte del Governo Meloni.

Includendo i circa 400 milioni di euro l’anno per la componente spaziale da parte del Ministero della Difesa, complessivamente il sistema italiano dello Spazio nel prossimo lustro potrà beneficiare di aiuti a vario titolo per circa 10 miliardi.

La straordinaria portata dell’impegno del nostro Paese in ambito spaziale emerge anche dal confronto con le strategie messe in campo dai più importanti partner europei, vale a dire Francia e Germania.

Al vertice ministeriale ESA di novembre l’Italia ha confermato la sua terza posizione come finanziatore, ma con un peso sempre più rilevante: ormai ci dividono dal contributo francese di 3,2 miliardi di euro poco di più di 100 milioni, mentre la Germania mantiene la leadership con 3,5 miliardi.

L’Europa dello Spazio è in piena corsa, nella competizione globale: il budget di 16,9 miliardi di euro approvato dall’ESA per il periodo 2023-2027 mostra un incremento del 17% rispetto ai 14,5 miliardi stanziati nel precedente vertice del 2019.

La New Space Economy, grazie allo sviluppo di un mercato di soluzioni space-based, genera nuovi modelli di ricavo lungo una articolata e complessa catena del valore, passando dai fornitori di servizi ai realizzatori di infrastrutture, dagli utilizzatori dei servizi ai creatori di soluzioni per il cliente finale.

L’Innovazione che deriva dall’Economia dello Spazio opera ad ampio spettro, apportando impulsi tecnologici e valore competitivo in una vasta gamma di comparti dell’impresa, ben oltre il perimetro “industry-specific”

Nell’Agricoltura di precisione l’uso di immagini di Earth Observation permette di simulare l’uso di pesticidi sulle colture e di analizzare con nuovi dati la fertilità del terreno, in modo da migliorarne la redditività e da selezionare più efficacemente le colture.

Nel campo dell’Energia le immagini satellitari consentono di monitorare quasi in tempo reale le reti di distribuzione, con particolare riferimento alle zone meno accessibili, al fine di prevenire eventuali danni ed evitare costose interruzioni di rete.

Nel settore della Logistica e dei Trasporti Il monitoraggio continuo di merci e beni è fondamentale per valutare le tratte più brevi e remunerative, nonché per rendere più efficienti e veloci le fasi di carico e scarico.

Il mondo delle Assicurazioni è estremamente attento agli sviluppi dei servizi space-based, quali strumenti preziosi per migliorare i modelli di previsione del rischio e per immettere sul mercato polizze altamente personalizzate, tagliate su misura per le esigenze del singolo cliente.

Il Made in Italy della New Space Economy, per dispiegare in pieno tutte le proprie potenzialità, ha oggi la necessità di un ammodernamento della normativa e della governance attinenti al comparto.

L’impianto legislativo e regolatorio di riferimento, infatti, risulta ormai per diversi aspetti obsoleto, in quanto pensato avendo riguardo ad una realtà largamente superata, nella quale gli unici player in campo erano soggetti di natura pubblica, senza l’odierna e decisiva presenza di imprese private.

L’auspicato aggiornamento di normativa e governance del settore dovrebbe ispirarsi a tre parole chiave: Semplificazione, Armonizzazione, Innovazione.

L’inedita importanza e il nuovo ruolo assunto dalle PMI nell’ambito dell’Economia dello Spazio, in primo luogo, impone di ripensarne i meccanismi di funzionamento secondo principi di maggiore snellezza e semplicità: una automatica e incondizionata applicazione nel comparto del Codice degli Appalti, ad esempio, rischia di creare farraginosità incompatibili con le caratteristiche dello specifico mercato, penalizzando gravemente il Paese e le sue Aziende.

Espressioni sulla carta unanimemente condivise, come “fare sistema” e “fare squadra”, devono inoltre tradursi in concrete iniziative di armonizzazione e di coordinamento tra realtà che, allo stato, fanno ognuna in larga parte corsa a sé: sarebbe altamente auspicabile, per restare nel campo degli esempi, un collegamento organico e operativo tra enti come l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, l’Agenzia Spaziale Italiana di Roma e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di Capua.

E’ fondamentale, infine, che per le Imprese del comparto sia varato un piano ad hoc di misure agevolative e incentivanti l’Innovazione, studiato tenendo conto delle specifiche caratteristiche che contraddistinguono il settore, contrassegnato da una innovazione graduale, incrementale e stratificata, che solo saltuariamente si esprime mediante registrazioni di titoli di privativa, mentre usualmente produce un incremento del know-how tecnico e del patrimonio conoscitivo aziendale.

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