Ci sono opere che diventano classici della letteratura e altre che finiscono per essere dimenticate o al massimo ricordate da qualche studioso. Ci sono poi delle opere che della letteratura diventano i pilastri portanti e i romanzi di Jane Austen fanno parte di questa categoria.
Nata il 16 dicembre del 1775 a Steventon, un piccolo villaggio dell’Inghilterra meridionale, Jane Austen è la penultima di otto figli di cui sei maschi e solo un’altra femmina oltre a lei. Proprio la sorella Cassandra sarà la sua più vicina confidente e anche colei con cui condividerà il suo percorso di studi.
Se a distanza di 250 anni dalla sua nascita la ricordiamo con così tanto entusiasmo non è solo per le sue doti di scrittrice, ma anche per la sua unica e forse irripetibile capacità di saper osservare il mondo.
In fondo, un buon libro si riconosce nel momento in cui riesce a rendere sulla pagina ciò che ci circonda e viviamo: da un banale oggetto posato su un tavolo alla complessità spesso inarrivabile dei sentimenti umani. Un compito che può forse apparire semplice ma che in realtà ha come scopo ultimo mostrarci ciò che sperimentiamo ogni giorno da una prospettiva diversa e inaspettata. Il banale deve diventare singolare e il quotidiano straordinario: perché un bravo scrittore deve far vedere ciò che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi ma che non avevamo mai davvero guardato.
Fin dai primissimi esperimenti, la giovane Jane mostra di saper andare ben oltre il “saper scrivere”: è già in grado di destrutturare i generi letterari e ricomporli a suo piacimento in forme inedite. Fra il 1787 e il 1793 compone i Juvenilia, una serie di scritti nei quali anticipa il suo stile parodico che raggiungerà il suo massimo risultato con Northanger Abbey, romanzo terminato da Austen nel 1803 (pubblicato postumo nel 1818). Northanger Abbey è la perfetta parodia del romanzo gotico, genere molto in voga al tempo, di cui l’autrice ribalta con ironia e arguzia tutti gli stilemi. Già in Amore e amicizia, forse il più conosciuto tra gli scritti contenuti in Juvenilia, Austen sperimenta una parodia in forma epistolare di racconti romantici.
Dalla sottile ironia con cui critica la società inglese, alla poetica ma a tratti cinica visione dell’amore, al ritratto unico e indimenticabile di personaggi che rimangono nella storia della letteratura: Jane Austen non è solo un’autrice, è un’icona che va oltre la letteratura.
Le opere che meritano di essere ricordate, infatti, non sono quelle che vengono studiate a scuola o all’università e nemmeno quelle che rimangono sugli scaffali delle biblioteche per secoli: sono quelle opere che creano un immaginario collettivo inconfondibile, perché non tutti avranno letto Orgoglio e pregiudizio o Emma, ma tutti sanno cosa immaginarsi quando si parla di Jane Austen.




![[video] Giorgia Meloni, il videomessaggio per la liberazione di Trentini e Burlò](https://www.lanternaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3F6D6DD43C7_pp-1-100x70.jpg)


