Max vs Charles: Game on

Per la seconda tappa del Mondiale il circus si è spostato a Jeddah, in Arabia Saudita, per disputare la seconda gara del campionato del mondo, dopo l’eccitante primo appuntamento che ha visto la Ferrari fare bottino pieno con una doppietta.

Il weekend non ha per nulla deluso le aspettative dei fan anzi, è stato uno dei più interessanti della storia recente, soprattutto per i vari eventi accaduti sia in pista, che nei dintorni.

Durante la prima sessione di prove libere infatti, un drone di provenienza Yemenita ha attaccato con un missile un sito di proprietà Aramco, azienda petrolifera saudita nonché main sponsor dell’evento, che ha destabilizzato non poco piloti e team stessi; infatti, alla fine del venerdì, i 20 piloti si sono riuniti per oltre tre ore in riunione e almeno in 5 avrebbero proposto di boicottare l’evento; la situazione si è risolta quando sono entrati a far parte della riunione i Team Principal, i quali hanno rassicurato i piloti sulla sicurezza dell’evento.

Solo tanta paura

Giunti al sabato, le monoposto sono regolarmente scese in pista e per fortuna l’unico botto che è arrivato è stato quello terrificante, ma senza conseguenze, di Mick Schumacher, in Q2 il sabato pomeriggio: il giovane pilota tedesco, alla fine del primo settore, ha perso la sua Haas su un cordolo per cercare di migliorare il suo tempo precedente finendo a oltre 200 Km/h contro un muro di cemento, distruggendo completamente la monoposto. Il pilota è stato portato immediatamente al centro medico e poi in ospedale, ma da subito è rimasto cosciente e, sopratutto, illeso.

Dopo questo brutto spavento, seguito da circa 30 minuti d’interruzione, la sessione è ripresa e a spuntarla su tutti è stato “Checo” Sergio Perez, che per la prima volta in carriera ha conquistato la pole ai danni del Monegasco Leclerc, distaccandolo di soli 0.025 s, praticamene un nulla; chiude il terzetto dei primi Sainz, seguito da Verstappen, autore di un giro non eccezionale.

Sunday, fun day…

La gara di domenica è stata a due facce: spettacolare li davanti, con Leclerc e Verstappen che si sono giocati la vittoria fino all’ultimo rettilineo; alla fine ha visto prevalso l’olandese, il quale ha potuto beneficiare di una RedBull molto in palla e con un setup improntato sulla velocità in rettilineo, a discapito di una Ferrari molto ben bilanciata, velocissima in curva, ma con qualche cavallo in velocità di punta.

L’altra faccia della gara è stata quella legata ai problemi delle monoposto: Tsunoda non ha preso il via per un problema al sistema idraulico del volante, mentre Alonso e Ricciardo sono stati appiedati da problemi elettronici mentre stavano disputando delle gare molto positive; questi problemi sono il segno che alcune squadre hanno ancora qualche grattacapo da risolvere con la propria monoposto, ma ci consegnano anche qualcosa di nuovo: i fan più accaniti si erano disabituati all’idea di avere problemi di affidabilità, perché la scorsa generazione di monoposto era giunta ad un livello di sicurezza allucinante, tanto che i problemi alle power unit sono stati davvero pochi e mi legati ad errori di progetto.

Per dovere di cronaca, il podio finale è stato: Verstappen, Leclerc e Sainz terzo, con Perez a chiudere una gara dove dal quarto posto al quinto, occupato dalla Mercedes di Russell, ci sono 22 secondi, un’eternità se pensiamo a dove si trovava Mercedes solo 4 mesi fa.

… Not for everyone

A proposito di Mercedes, va menzionata la difficilissima gara del sette volte campione del Mondo Lewis Hamilton, che ha faticato tutto il weekend, venendo clamorosamente escluso dall’Aston Martin di Stroll in Q1 al sabato e disputando una gara davvero anonima la domenica, dove è andato sostanzialmente a punti per il ritiro di chi gli era davanti e non poteva essere raggiunto da Zhou alla fine perché il pilota cinese ha deciso di prendere tutte le penalità possibili.

Sicuramente questo inizio di stagione non è stato quello che Lewis si aspettava e, anche per la prossima gara, la situazione non dovrebbe cambiare, perché sembra che il primo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici arriverà ad Imola, per il quarto weekend del mondiale.

Adesso ci sarà un weekend di pausa, dove i team potranno studiare per bene il comportamento della propria auto e cercare soluzioni ai piccoli o grandi problemi che influenzano le prestazioni, anche se in due settimane non si possono fare di certo miracoli, per poi tornare, carichi a molla, l’8 aprile a Melbourne, in un Albert Park modificato ed adattato ad un tipo di corsa più accattivante, dove, per quello che si è visto finora, la Ferrari potrebbe avere un grande vantaggio nel terzo settore, dove serve tanto carico aerodinamico per affrontare la serie di curve lente che portano alla chiusura del giro.

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