Mollo tutto – intervista a Giovanni Chiappisi

Dopo una vita dedita al lavoro e alla famiglia ecco la tanto desiderata pensione. Per alcuni, veramente pochi fortunati, ha inizio un periodo di completo relax fatto di risvegli in tarda mattinata e giornate piene di nulla. Per altri si riesce a trovare il tempo per portare avanti tutta una serie di cose lasciate in sospeso, così che tra una mattinata in banca e un giro in più al centro commerciale per scegliere quella libreria che si voleva cambiare da anni si arriva ad avere ancora meno tempo libero di prima. Non manca chi invece senza lavoro non ci vuole proprio stare e per non cadere in una depressione da nullafacente si trova un piccolo impiego come consulente o inventandosi un lavoro a mo’ di hobby personale. C’è inoltre chi decide di partire, mollare gli ormeggi e andare lontano. È questo il caso di Giovanni Chiappisi che il viaggio ce l’ha nel sangue e che, è davvero il caso di dirlo, ha mollato le cime d’ormeggio senza lasciare nulla a terra per trasferirsi a bordo della sua Horus. Originario di Palermo ha lavorato per molto tempo tra Italia, Germania, Brasile e altri ancora. Tornato in Italia, con due figli già grandi e sistemati, è riuscito ad anticipare la pensione di qualche anno. Venduta la casa e la macchina ha acquistato un Jenneau 34,2 (10,42 metri) trasformandola nella propria abitazione completa di ogni comfort. Per qualche anno si è tenuto vicino alle coste della sua amata Sicilia lasciando la barca in rimessaggio solo in concomitanza di alcune visite mediche. Il suo spirito libero, la ricerca di uno stile di vita più a misura d’uomo e sicuramente più economicamente favorevole hanno portato Giovanni a chiedersi cosa ci fosse al di là del mare. Così ha levato l’ancora diretto in Tunisia ed è proprio dall’altra parte del Mediterraneo che siamo riusciti ad intervistarlo.

Da quanto tempo vivi in barca?

Ho iniziato a vivere in barca dal 01/07/2012 fino a qualche giorno fa, quando mi sono trasferito in Tunisia, in barca tornerò a viverci a Maggio quando tornerò in Sicilia per prendere Horus e da lì farò il giro dell’isola per poi toccare Malta, Lampedusa e tornare qui in Tunisia.

Vivendo in barca e per mare non ti manca nulla della terra ferma?

In barca si sta meglio che sulla terra ferma, ho tutto quello che mi serve, anzi per pulire dentro una barca ci basta mezzora mentre per un appartamento ci si mette un po’ di più.

Quali sono le gioie e quali i dolori di chi vive in barca?

La gioia, soprattutto per chi ha una barca a vela, sono i costi di gestione nettamente inferiori. Essendo socio della Lega Navale Italiana ho sempre pagato molto poco di ormeggio perché ero ospite nelle varie sedi, il pesce fresco lo trovi sempre, per cui sono riuscito a stare anche per quasi quattro mesi in giro spendendo poco meno di 1000€ non facendomi mancare nulla. Poi c’è questa aria di libertà che si respira soprattutto quando sosti in una baia anziché in una marina. I dolori ci sono quando c’è maltempo perché anche se ti trovi in porto devi comunque uscire fuori per rinforzare gli ormeggi, specialmente in inverno non è proprio confortevole però, insomma, si fa. In cambio non ho le riunioni di condominio, né i vicini che rompono le scatole. Se poi non ti trovassi bene dove ti trovi, senza dover andare lontano, ti basta girare la barca di 180° e mettendola di poppa invece che di prua ti cambia il panorama.

E parlando dei costi, conviene l’Italia o la Tunisia?

Non c’è paragone! Io ho sempre pagato poco, in Sicilia solo per l’ormeggio escluso acqua e luce arrivo a spendere 3400€ all’anno, qui ad Hammamet 1200€ l’anno e a Monastir arrivo a spenderne 800€ all’anno. Anche un appartamento ben arredato con due camere da letto, bagno e cucina viene a costare intorno ai 300€ al mese. Stesso discorso per il mangiare: se vai in un buon ristorante, magari un po’ caro, non spenderai mai più di 15€ per mangiare bene. Normalmente si spende 6-7€ per mangiare in un ristorante qui. Anche nel fare la spesa oggi ho comprato due seppie da 500g l’una e ho speso 8€ in totale.

Hai scritto alcuni libri, cosa ci puoi raccontare a riguardo?

Ho scritto non per pubblicare ma per passare il tempo, in particolare “Horus” è un libro molto bastardo: non è un manuale di vela perché non sono nelle condizioni di insegnare niente a nessuno, non è un libro di bordo perché se no la gente si annoierebbe alla terza pagina. È di tutto un po’. Sono sensazioni, racconti di vita vissuta, di gente incontrata ed episodi che mi sono capitati. Là si capisce alla fine come si fa a vivere in una barca felici e contenti.

Giovanni è sicuramente riuscito a fare di un sogno una felice realtà e come scrive nel suo libro: “ogni essere vivente ha diritto di essere felice. Se poi si ha anche la voglia, allora buona parte del lavoro è fatto”.

2 Commenti

  1. Che bello, che belle cose…. semplici ma splendide come il sole del primo mattino o le stelle al crepuscolo
    Non so se mi leggerai, su youtube ti conosco solo da una settimana, ma ti ringrazio, perché penso che tutte le cose prima devono essere guardate e poi canjate. E non si finisce davvero mai di imparare. Grazie ancora.

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