Mondo: il Nobel per l’economia a Claudia Goldin per gli studi sul gender gap

L’economista e storica statunitense Claudia Goldin ha vinto il Premio Nobel per l’economia 2023 per le sue ricerche sul divario salariale di genere: i suoi studi sono illuminanti per quel che concerne le disparità tra uomini e donne nel mercato del lavoro, poiché evidenziano delle contraddizioni spesso insondabili.

Dunque, uno dei dati maggiormente preoccupanti riguarda il tasso di occupazione a livello globale, che per gli uomini è del 80%, mentre per le donne è del 50% (Fonte: «Sole24ore»). Inoltre, dallo studio risulta difficile che le donne occupate arrivino a ricoprire ruoli apicali.

Claudia Goldin cerca di fare luce su queste disuguaglianze a partire non solo da puri dati economici, ma anche da informazioni legate ai contesti storici e geografici. Innanzitutto, si può dire che il mercato del lavoro è spesso conseguenza di ciò che si verifica nella quotidianità domestica: gli uomini conducono la propria carriera focalizzandosi sulla propria professione e su risultati a lungo termine. Il tutto avviene prendendo in considerazione, seppur secondariamente, il ruolo che la donna assume all’interno del nucleo familiare, in relazione alle proprie scelte lavorative.

Per le donne la situazione è drammaticamente speculare dal momento che sono spesso indotte a prendere decisioni in base al proprio ruolo nel contesto casa: il punto focale risiede nel fatto che per secoli l’uomo sviluppa la propria identità secondo scelte lavorative, la donna invece sviluppa il proprio percorso identitario e di appartenenza in base alla famiglia. Per secoli, matrimonio e figli sono stati prioritari per la donna. E no, il progresso tecnologico ed economico non basta a scalfire queste disuguaglianze.

Inoltre, un’altra penalizzazione per le donne —  e nello specifico per le madri — nel mondo del lavoro consiste nell’impedimento a ricoprire ruoli inseriti in contesti poco flessibili in termini di orari, per prediligere contesti professionali conciliabili con la gestione della casa.  Le  donne, difatti, spesso scelgono di seguire percorsi d’istruzione che permettono loro di occupare posizioni lavorative facilmente coniugabili con il matrimonio e\o la maternità. Sfida non semplice, non solo dal punto di vista economico-salariale, ma anche per la mentalità delle aziende, dei contesti domestici e professionali in genere.

Lo studio di Claudia Goldin è quindi di fondamentale importanza per la sensibilizzazione sul tema del gender gap, affinché i professionisti e le professioniste di oggi e di domani possano accedere al mondo del lavoro o ad un nuovo nucleo familiare con maggiori consapevolezze, dal punto di vista numerico-statistico ma anche umano-sociale.

È da aggiungere che la vittoria del Nobel per l’economia da parte di una donna che combatte per i diritti e i doveri delle donne, ma in modo complementare anche degli uomini, nell’assetto economico, sociale e domestico, è una vittoria che si carica di significati politici. Gli studi di genere hanno un ruolo cruciale nel mondo economico, pertanto bisognerebbe iniziare a pensare che questi temi e disuguaglianze non riguardano solo una piccola parte dei cittadini, ma ciascuno di noi. 

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