OPA su TIM: Vivendi rifiuta l’offerta di KKR. Atteso venerdì il CdA della TelCo. Cauti Governo e CONSOB

Vivendi S.A., azionista al 23,5% di Telecom Italia S.p.A., ha dichiarato ad inizio settimana che la proposta di Offerta Pubblica di Acquisto pari a 50,5 eurocent per azione avanzata domenica scorsa dal fondo di Private Equity statunitense KKR & Co. Ltd. per il 100% delle azioni “non rispecchia il reale valore di TIM”.

La proposta di OPA totalitaria di KKR, che equivale ad 10,8 miliardi di euro, finora si presenta come una non meglio dettagliata “manifestazione d’interesse” “amichevole” (i.e. spera di incontrare il favore dell’attuale dirigenza), “non vincolante ed indicativa”, ed implica l’uscita dalla borsa, si legge in un comunicato del CdA di TIM.

La rinuncia di Vivendi ha fatto perdere sui mercati a TIM fino all’1,2%, assestando il prezzo a 44,5 eurocent ad azione, bel al di sotto dell’offerta degli americani, mentre Vivendi ha guadagnato il 2,6% a Parigi.

Mentre per venerdì è atteso il CdA della TelCo, KKR starebbe già studiando un’offerta al rialzo in un range di 70,0-90,0 eurocent ad azione per convincere Vivendi, sebbene il prezzo potrebbe subire revisioni una volta conclusa un’eventuale Due Diligence di ca. 4 settimane con cui KKR avrebbe accesso ai libri contabili e documenti di TIM.

L’appetito degli americani è giustificato dal credito agevolato grazie alle politiche monetarie espansive e dai volumi di investimenti tecnologici richiesti ad operatori come TIM: se l’operazione riuscisse, l’acquisizione di TIM sarebbe una delle più profittevoli nell’intero panorama dei Private Equity, chiosa Bloomberg (https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-11-23/kkr-said-to-weigh-raising-telecom-italia-bid-to-win-over-vivendi).

La reticenza dei francesi è nel valore strategico e di lungo termine del loro investimento in TIM, ma anche nella convenienza: il gruppo guidato dal miliardario Bollorè entrò in TIM a ca. 1€ per azione, aumentando la quota per 70,0 eurocent per azione nel 2016, e se volesse mai disinvestire di certo lo farebbe a ben oltre i 50 centesimi proposti da KKR. Altra leva che gli americani potrebbero usare nel definire il prezzo è la probabile insoddisfazione dei francesi per i risultati del gruppo italiano.

Nel solo I semestre 2021, e rispetto al medesimo periodo del 2020, TIM ha fatturato 192m€ in meno, con ricavi al netto dei costi operativi di 628m€ inferiori e costi del solo personale aumentati di 343m€. La perdita è di 45m€ contro 723m€ di utile dell’anno precedente. L’asset ritenuto strategico dagli investitori è la rete di telecomunicazione nazionale, che però ha anche implicazioni di sicurezza nazionale e costituzionali.

Mentre i sindacati esprimono preoccupazione, dal lato del Governo il Ministro Giorgetti è attendista: “a condizioni di ragionevolezza sotto ogni profilo” l’ingresso di capitali stranieri in imprese italiane è gradito e ricercato, nonostante riconosca che la vicenda è “di enorme complessità”. Lo Stato può sempre far valere – come già fatto per 3 volte verso acquisizioni cinesi – i suoi diritti di veto tramite “golden power” a valle delle decisioni prese dal supercomitato creato da Draghi per la strategia delle telecomunicazioni. Gelida la CONSOB: in simili situazioni di preannuncio l’autorità non è tenuta ad intervenire, afferma il Presidente Savona.

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