Palermo ha ospitato lo scorso 14 marzo un evento di grande rilevanza civile e culturale: il convegno internazionale “La Cultura delle Donne contro le mafie”, ideato e organizzato dall’associazione Miss Chef in collaborazione con l’Accademia Tiberina e l’associazione nazionale Fante, con il supporto di prestigiosi partner nazionali e internazionali. L’iniziativa si è svolta nel prestigioso Circolo Ufficiali dell’Esercito, offrendo una piattaforma di confronto e riflessione sul ruolo fondamentale delle donne – ma anche degli uomini impegnati – nella lotta alla criminalità organizzata.
L’evento si è inserito simbolicamente nella settimana di commemorazione del 117° anniversario dell’uccisione del celebre poliziotto italo-americano Joe Petrosino, avvenuta il 12 marzo 1909 in Piazza Marina, Palermo, rafforzando il legame tra memoria storica e azione civica contemporanea.
Donne, cultura e legalità al centro del dibattito
Il convegno ha raccolto testimonianze e interventi da parte di figure di spicco nei campi della cultura, della politica, dell’arte, dell’impresa e della società civile. Mariangela Petruzzelli, presidente di Miss Chef e giornalista internazionale, ha sottolineato l’importanza di raccontare storie di coraggio e resilienza, mettendo al centro l’impegno delle donne contro le mafie, con particolare attenzione alla formazione, all’inserimento lavorativo e alla tutela dei diritti delle vittime di violenza e criminalità organizzata.
Antonietta Micali, direttrice del Dipartimento Letteratura dell’Accademia Tiberina, ha evidenziato come la mafia non sia solo un fenomeno criminale ma anche una mentalità pericolosa alimentata da silenzio e rassegnazione. Per contrastarla servono educazione, cultura e partecipazione civica, soprattutto nelle scuole, dove si formano i cittadini del futuro.
Tra le testimonianze più toccanti, quelle di Piera Aiello, testimone di giustizia ed ex deputata, Rossella Accardo, madre coraggio che ha perso marito e figli uccisi dalla mafia, e figure emblematiche come Lea Garofalo, Rita Atria e Francesca Morvillo, ricordate per il loro coraggio e la loro determinazione nella difesa della legalità.
Rubén Guglietta: costruire il futuro con legalità e coraggio
Uno dei momenti più intensi del convegno è stato il discorso di Rubén Guglietta, imprenditore edile di respiro internazionale e profondo conoscitore della politica globale, collegato da Roma, il cui discorso ha dato pregiato rilievo al Convegno. Con una carriera che lo ha visto collaborare e confrontarsi con oltre 13 governi, Guglietta rappresenta un modello di imprenditoria capace di unire competenza tecnica, etica e visione strategica globale.
Ogni giorno costruisco edifici, ma oggi voglio parlare di qualcosa di più importante: il coraggio di fare impresa nella legalità e di dire no alla mafia», ha affermato. Guglietta ha sottolineato come la mafia si insinui nel tessuto economico, minando fiducia e opportunità, e come opporsi quotidianamente all’illegalità sia fondamentale per costruire un futuro solido per cittadini e lavoratori.
Con parole cariche di passione e concretezza, ha aggiunto: «Il vero successo non si misura solo in numeri, ma nella capacità di costruire fiducia, rispetto e legalità. Ogni scelta giusta, ogni “no” alla mafia, rende il sistema più forte. Costruire non è solo alzare muri, è creare fiducia, creare futuro». La sua testimonianza ha reso tangibile il messaggio che impresa, etica e cittadinanza attiva possano camminare insieme, in Italia e nel mondo.
Un modello di rete per la legalità
Il convegno ha messo in luce l’importanza dell’associazionismo e della collaborazione tra enti, istituzioni e professionisti. La rete creata da Miss Chef, con partner internazionali come la RAAT e collaborazioni con ONU, FAO, Parlamento Centro-Americano e Unione Europea, rappresenta un modello innovativo per l’inserimento lavorativo di donne vittime di tratta e violenza, attraverso formazione e attività nel campo agro-alimentare e turistico.
Altri interventi di rilievo hanno incluso esperti di educazione, finanza, arti e cultura, tra cui Laura Mazza, Matilde Scandurra, Mariolina Frisella, Rosa Maria Sciortino e Salvatore Taverna, ciascuno portando contributi concreti e strumenti per combattere l’illegalità nei rispettivi ambiti.
Cultura, memoria e partecipazione: strumenti contro la mafia
L’incontro ha ribadito come la cultura, l’educazione e la partecipazione civica siano le armi più potenti contro la mentalità mafiosa. La mafia teme più della giustizia la coscienza libera dei cittadini: da questa consapevolezza nasce la spinta di Miss Chef a trasformare il convegno in un festival itinerante in tutta Italia e Sicilia, per portare la cultura della legalità ovunque.
Concludendo, l’evento ha dimostrato che la lotta alle mafie passa attraverso la responsabilità civile, la memoria storica e la forza delle donne, insieme all’impegno concreto di imprenditori come Rubén Guglietta, che scelgono ogni giorno di costruire legalità e futuro.







