Salvini va in trasferta e si rompe il fronte sovranista

Lo scontro interno al Governo sull’accoglienza di 10 migranti ha mediaticamente oscurato il pur importante viaggio del leader della Lega e Ministro dell’Interno Matteo Salvini in Polonia. La vicenda dei 49 naufraghi lasciati a bagno maria, nel vero senso del termine, per settimane dall’Italia e dall’Europa, a dire il vero agli occhi dei media italiani ha oscurato anche lo sbarco di un centinaio di migranti in Calabria avvenuto proprio in quei giorni, ma questa è un’altra storia. Torniamo a Varsavia al seguito di Salvini. La trasferta oltre l’ex cortina di ferro per il Vice Premier doveva servire a rafforzare ed allargare le alleanze del fronte sovranista in vista delle prossime elezioni europee. Ghiotto boccone per il nostro felpato, anche in Polonia affezionato indossatore di abiti firmati PS, era il capo del potente partito sovranista polacco Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, anch’egli alla guida della sua nazione, con non poche critiche data una certa tendenza ad assoggettare la magistratura e restringere la libertà di stampa, sempre in nome del popolo sovrano ovviamente.

Il primo gruppo parlamentare a Strasburgo dopo il 26 Maggio è l’orizzonte verso cui si muove Salvini, non tanto per governare l’Europa, ma per costruire un fronte sovranista capace di influenzare dall’esterno il Partito Popolare, prosciugandone i consensi, al fine di paralizzare l’azione della Commissione e del Parlamento, trasferendo ancor più le scelte strategiche continentali nelle mani dei singoli governi, generando di fatto la definitiva distruzione di ogni velleità unitaria europea.

L’esito dell’incontro a giudicare dal silenzio dei polacchi e dai bofonchi di Salvini non sembrerebbe esaltante, e la cosa non deve essere per forza una cattiva notizia per chi tiene al progetto federalista europeo: proviamo a vedere in sintesi i perché.

La Polonia è un simbolo, forse il simbolo, che rappresenta nel bene e nel male sia le ragioni per cui l’UE si è resa indispensabile, sia le cause dei suoi fallimenti. I suoi confini tracciati a Versaille furono tra i pretesti che hanno scatenato la seconda guerra mondiale. Sulla Polonia si è celebrato il patto nazicomunista in base al quale Hitler e Stalin hanno occupato quelle terre. La Polonia è stata la terra di Auschwitz, finita sotto l’influenza sovietica dopo il 1945, primo Stato ad avere un Papa che aprì la strada alla fine del socialismo reale, nazione più grande ad usufruire dell’allargamento dell’unione nel 2000, la cui economia è tra le più beneficiate dall’attuale governance europea, mentre i suoi cittadini sembrano essere i primi ad aver percepito il valore della pace che la stessa Unione sta garantendo proprio dal ’45.

Forse qualcuno avrebbe dovuto avvertire Salvini che Varsavia non è Mendrisio, ma crediamo che se ne sia accorto da solo dai due di picche in serie che Kaczynski gli ha tirato giù.

Il primo concerne i rapporti con la Russia di Vladimir Putin di cui il padano è portatore, a rimorchio di Marine Le Pen. Quando un polacco sente parlare di alleanze con un russo in genere gli ronzano nelle orecchie i suoni degli sferragliamenti dei carri armati che più volte hanno varcato i suoi confini senza chiedere permesso e non per fare parate di carnevale.

Il secondo motivo è quello per cui, la sovranità polacca non avrebbe molti motivi di giubilo nel mettersi sotto l’ala protettrice di un leader straniero come Salvini che se vincesse con le sue teorie protezionistiche assesterebbe un colpo mortale all’economiia biancorossa.

Il terzo è la sostanziale incompatibilità con Marine Le Pen e la nuova destra sovranista sparsa in ogni realtà nazionale d’Europa.

I sovranisti nascono per essere sovrani a casa loro, ma perché quando si esce dal proprio cortile dovrebbero diventare sudditi di un sovrano più sovranista di loro? La domanda se la pongono tutti e tutti hanno già la risposta. Finchè c’è di fare casino governando a casa propria e facendo l’opposizione a Bruxelles ci si diverte e siamo tutti amici, ma appena diventassero loro il governo europeo inizierebbero a litigare, aprendo ad un conflitto tra nazionalismi che in passato si è risolto con due guerre mondiali. E questo pure i sovranisti polacchi se lo ricordano, Salvini forse no.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here