Il Mediterraneo come luogo di incontro, memoria e dialogo. È questo il filo conduttore scelto dalla compositrice e direttrice artistica Silvia Colasanti per la 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, in programma a Martina Franca dal 14 luglio al 2 agosto.
Con una nuova produzione, il Festival mette in scena un dittico formato da Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci portano alle radici della cultura mediterranea.
Ricerca e sperimentazione sono da sempre il tratto distintivo della manifestazione. “Sul tema del Mediterraneo – spiega Silvia Colasanti – torna la sfida del Festival della Valle d’Itria di portare in scena titoli più desueti, di fare cultura e di mostrare come l’arte oltrepassi il tempo”.
Una rassegna che nel suo oltre mezzo secolo di vita ha contribuito a far scoprire la Valle d’Itria in Italia e nel mondo, spiega il presidente della Fondazione Paolo Grassi Michele Punzi, rimanendo fedele alla sua tradizione e ai principi che guidano la manifestazione dal 1975.
L’inaugurazione di quest’anno
Composto da Stravinskij su commissione di Sergej Diaghilev nel 1920 per i Balletti russi, Pulcinella è un balletto con canto in unico atto che attinge alle maschere della tradizione partenopea e alla musica di Pergolesi e del Settecento napoletano. Di più rara esecuzione è La favola di Orfeo, opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini, che ripercorre il mito della storia d’amore tra Orfeo ed Euridice nei meandri dell’Ade.
L’inaugurazione, nel cortile di Palazzo Ducale, è affidata alla regia e alla coreografia dell’artista anglo-tedesca Jean Renshaw, che cura la regia, scenografia e la coreografia dei due titoli che compongono il dittico. Sul podio troviamo il giovane direttore Nicolò Umberto Foron, classe 1998 e al debutto nella direzione di un’opera in Italia, alla guida dell’Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli di Bari.
Mentre la danza è affidata alla compagnia Eko Dance Project, le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Mezzosoprano/Una driade), Matteo Falcier (Tenore/Orfeo) e Roberto Lorenzi (Basso/Plutone). A loro sono affiancati tre giovani talenti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” impegnati nell’opera di Casella: Cecilia Taliani Grasso (soprano/Euridice), Willingerd Giménez (baritono/La voce di Aristeo) e Flavia Fioretti (mezzosoprano/Una baccante).
Per Nicolò Umberto Foron, Stravinskij e Casella rappresentano due modi diversi ma complementari di guardare al passato: il primo reinventa il linguaggio musicale del Settecento trasformandolo in materia da reinterpretare, il secondo recupera il Rinascimento come una tradizione viva, destinata a evolversi nel tempo.
Letture differenti che Jean Renshaw ha voluto esaltare nella sua regia. Per l’artista Pulcinella e La favola di Orfeo appartengono a due universi opposti: il primo celebra la vitalità, il secondo conduce lo spettatore in una dimensione più oscura. Da questo contrasto nasce il filo narrativo del dittico, che invita a riflettere sul valore della vita.
Le opere e i concerti in programma
Un programma diffuso, tra il Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino e il Chiostro di San Domenico completano il cartellone della rassegna.
Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la seconda, nuova, produzione di quest’anno, confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco Cappella Neapolitana, da lui fondata.
Tra le nuove produzioni anche l’allestimento della Carmen di Georges Bizet, in un allestimento che porta la firma di Denis Krief nella regia, scene e costumi, e che segna il ritorno del maestro Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, sul podio di Martina Franca.
Accanto alle produzioni liriche, il Festival propone un fitto calendario di concerti sinfonici, cameristici e incontri culturali ospitati tra Palazzo Ducale, basiliche, chiostri e masserie della Valle d’Itria, tutti accomunati dal tema del Mediterraneo come luogo di incontro, memoria e contaminazione culturale.







