Negli ultimi dieci anni il numero degli iscritti agli atenei telematici è cresciuto di quasi il 500% passando dai 54.415 dell’anno accademico 2014/2015 ai 309.368 del 2024/2025. Tra quelli che raggiungono la laurea più della metà dei ha conseguito un titolo triennale (57,1%), il 53,7% è donna e quasi il 40% ha almeno 46 anni. Al momento dell’iscrizione, il 75,3% degli studenti risultava occupato e il 48,4% proveniva da percorsi di istruzione tecnica e professionale. Sono alcuni dati del Primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale realizzato su un campione di quattromila laureati delle 7 università telematiche associate United. Gli atenei digitali non rappresentano più soltanto una modalità alternativa di fruizione della didattica, ma una quota significativa dell’offerta formativa universitaria italiana.
Secondo gli esperti del Censis “la didattica digitale amplia l’accesso alla laurea e riduce i divari educativi”. Le università telematiche, infatti, riescono ad intercettare una domanda di formazione che più difficilmente trova risposta nei percorsi accademici tradizionali. Il 45,1% dei laureati intervistati dichiara infatti che, senza la possibilità di frequentare un’università telematica, con ogni probabilità non avrebbe conseguito la laurea, mentre il 39,4% ritiene che avrebbe raggiunto il titolo solo con tempi più lunghi. L’opzione telematica è stata dirimente soprattutto tra coloro che provengono dall’istruzione tecnica (50,5%) e professionale (46,9%), tra chi ha genitori con al massimo la licenza media (circa 49%) e tra chi definisce “bassa” o “medio bassa” la condizione economica della famiglia di origine (48,8%). Si sono laureati solo grazie alla didattica digitale il 55,3% dei coniugati conviventi con figli e il 51,7% dei single con figli, che hanno potuto in questo modo conciliare non solo lo studio con il lavoro ma anche con gli impegni familiari.
Gli studenti – dunque – promuovono la didattica digitale. La valutazione dell’esperienza universitaria è ampiamente positiva: oltre 9 laureati su 10 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti del percorso svolto. Gli aspetti più apprezzati sono la possibilità di conciliare studio, lavoro e vita personale (82,5%) e l’autonomia nella gestione dello studio (47,7%). La principale motivazione che spinge alla scelta dell’università telematica resta infatti la possibilità di conciliare studio e lavoro, indicata dal 73,7% dei laureati, seguita dalle esigenze legate alla gestione dei tempi di vita e familiari (55,5%). Molto positivi anche i giudizi sulla qualità della didattica e sulle tecnologie utilizzate: oltre il 96% degli intervistati considera facilmente accessibili i materiali online e intuitive le piattaforme di e-learning.
Il Rapporto, infine, evidenzia anche una percezione positiva dell’utilità professionale del percorso universitario svolto nelle telematiche. Tra coloro che hanno trovato o cambiato lavoro entro un anno dalla laurea, il 79,1% considera infatti il titolo utile nella ricerca di un’occupazione, soprattutto grazie alle competenze e alle conoscenze acquisite durante il percorso formativo. Resta tuttavia aperta la questione del riconoscimento del valore del titolo da parte dei datori di lavoro: il 57,2% degli intervistati ritiene che le lauree telematiche non siano ancora adeguatamente valorizzate nel mercato del lavoro.







