La differenza tra satira elitaria e satira popolare sta nel pubblico che la apprezza. Per il resto, valgono le stesse regole: che tu sia Corrado Guzzanti o Daniele Luttazzi, piuttosto che Pio e Amedeo, la satira è una forma di democrazia. C’è dove c’è libertà di opinione, è assente ove il pensiero è uniforme e indotto.
La satira è scomoda. E a detta nostra non dovrebbe avere limiti, neppure quelli della decenza; soltanto il codice penale costituisce un argine al diritto di satira. Così tutte quelle categorie ritenute più deboli, se toccate dalla satira, suscitano indignazione. Benissimo! È quello l’obiettivo perseguito.
È successo anche nell’ultima puntata del nuovo show di Pio e Amedeo, comici del popolo, snobbati dall’élite, che hanno preso di mira i già tanto odiati ciclisti della domenica. Dagli insulti all’abbigliamento, fino a una voce di odio sputato direttamente dal palco di Mediaset. E così il popolo di quei ciclisti, praticanti o parenti di troppe vittime della strada ogni anno, hanno levato un coro di sdegno.
Potrà sorprendervi, ma chi scrive fa parte di entrambe quelle categorie. Ciononostante, difende il diritto di Pio e Amedeo di far satira sui ciclisti. Perfino gettandogli fango addosso e sporcando una reputazione e un rapporto mai sbocciato tra automobilisti e pedalatori. Riflettiamo piuttosto su una società dove è consentita satira su gruppi sociali ritenuti bersaglio, mentre è vietata su altri nello specifico. Sarebbe una società dove vorremmo vivere?
Non è prendendosela con due comici che si risolve il problema di una società priva di cultura civica nella strada. Le morti in strada per colpa di automobilisti distratti sono circa 200 ogni anno. Per ridurre questo numero occorre pianificare una campagna di educazione che va dai più piccoli, fino a coloro che ogni giorno si sentono invincibili e padroni della strada alla guida.
Fare la guerra alla satira, per il solo fatto che semplicemente fa satira, è un capro espiatorio puerile.








Purtroppo quella fatta non è satira, ma incitamento all’odio