Verso la Seconda Repubblica Bolivariana

Riguardo la questione della ‘’legittimità o meno’’ del Governo ad interim guidato da Guaidò, ci si deve assolutamente soffermare non tanto sull’attuale crisi economica e sulla galoppante iperinflazione che attanagliano il Venezuela, quanto piuttosto sulla cagione che ha portato un giovine ad autoproclamarsi Capo Provvisorio di Stato.

I telegiornali ed i più diffusi quotidiani riportano aggiornamenti, diffondono dati sulle vittime delle proteste e su quanto l’America e l’Unione Europea abbiano intenzione di fare, in merito soprattutto al tema del riconoscimento del Nuovo Governo Insorto, essi sottolineano la ferma ‘’neutralità’’ di Russia e Cina, le quali mascherano i freschissimi investimenti compiuti dietro il loro pacifico ‘’non luogo a procedere’’.

Putin ha ragione lettori: oggettivamente parlando l’Insorto Governo ad interim non possiede il monopolio della forza, i militari fedeli o non fedeli a Maduro rispondono ancora al Vecchio Presidente, ergo addì l’Onorevole Guaidò non dispone di alcun potere effettivo.

Qualcuno potrebbe affermare: vero! Tuttavia la Riforma Costituzionale Bolivariana approvata da Chavez nel 1999 prevede espressamente che il popolo possa mediante referendum destituire il proprio Presidente e chiedere nuove elezioni.

Niente di più affermativo.

Peccato però che dopo il fallito colpo di Stato del 2002 atto a destituire Chavez lo stesso Presidente ha fatto in modo che i poteri dell’Esecutivo venissero amplificati, prevedendo la possibilità di emendare la Costituzione nel caso in cui gravi circostanze lo ritengano opportuno…

Ci si trova di fronte ad una situazione molto simile a quella siriana, ove da un lato il Governo risulta essere ancora ‘’legittimo’’ e dall’altro vi è la volontà popolare di percepire uno spirito più democratico.

L’unica differenza sta nel fatto che a Damasco ancora non vi è un autoproclamato Presidente ad interim, rivendicazioni dell’ISIS a parte…

Maduro continua in queste ore a richiamare i cittadini all’ordine democratico, alla fedeltà verso di Lui, ricorda loro le recenti ‘’limpide’’ elezioni, continua a condannare l’onta compiuta dall’Opposizione, segretamente chiama l’Antico Alleato Sovietico in soccorso, chiama la Cina, la stessa Cuba, vecchia appendice venezuelana nutrita dalla ‘’bontà Chavista’’ fino agli anni 90’, essa infatti viene esortata dal Presidente affinché mobiliti spiritualmente il popolo cubano avverso il Vecchio Nemico, ricordando loro gli ex appetiti territoriali del Capitalismo ed i nuovi insaziabili appetiti economici dello Stesso.

Inutile soffermarsi su chi abbia la legittimità o meno di stare al potere, inutile riflettere sulle diverse prese di posizioni dei membri più illustri della Comunità Internazionale.

La domanda da porsi dovrebbe solo essere una, allontanando le differenti posizioni politiche: è giusto che un popolo continui a soffrire la fame fino a questo punto?

E’ giusto che un pollo costi quanto uno stipendio e che un litro di benzina invece abbia un prezzo irrisorio?

E’ giusto che una Nazione democratica veda il proprio popolo sfollato in Colombia, in Perù ed in gran segreto compia ritorsioni alle famiglie di quei peregrini in terra straniera?

E’ giusto che dal 2015 la tempesta della guerra civile non abbia scalfito l’animo dei conservatori e si continui a far finta di niente?

Non starò qui a conferire dati, ad elencare, ad aggiornare, a prendere posizioni.

Per quello vi sono giornalisti molto più bravi, in gamba e soprattutto coraggiosi dello scrivente che attualmente, tra le altre precisazioni, si trovano nel bel mezzo della protesta.

E’ solo uno il punto su cui l’attenzione andrebbe posta: sulla dignità dell’Uomo.

Prima di essere presidenti si deve essere uomini, il Grande Pertini nel 1978 disse: ‘’se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo!’’, ebbene Nicolàs Maduro fu Hugo in questo momento storico sta rubando al suo popolo la possibilità di tentare un cambiamento, la possibilità di scegliere una Nuova Via, la possibilità di proseguire ciò che iniziò con sangue e fatica Bolivar.

Potrà continuare a richiamare le Forze Armate, potrà continuare a negare l’esistenza di codesta esigenza popolare, a reprimere questo spirito di autodeterminazione interna…

Ma prima o poi tutto cambia, la Sacre Scritture filologicamente ci insegnano che lo stesso Faraone alla fine non poté impedire l’autodeterminazione del popolo ebraico, ergo è solo una questione di tempo: ciò che ora per Maduro è legittimo presto diverrà illegittimo, le proteste continueranno ad oltranza, cresceranno in potenza ed in numero, sebbene dovesse in futuro controllare ancora l’esercito, egli arriverà come tutti i draghi gelosi del loro tesoro ad usare la forza con crescente vigore, come in verità già sta facendo, fino al punto da trasformare il controllo delle proteste in veri e propri bagni di sangue.

E’ la maledizione a cui ogni ‘’Unto dalla Rivoluzione’’ è condannato: cadere nell’empietà!

Sarà lo stesso popolo infatti ad invocare l’aiuto di Stati terzi, invocazione a cui giocoforza seguirà una risposta, a prescindere dai veri interessi che muoveranno le parti in giuoco.

La Seconda Repubblica Bolivariana è alle porte…

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