Campo largo, Bonelli frena sulle primarie: “Serve una figura terza”

Il leader di Avs apre a un candidato condiviso diverso da Schlein e Conte. Sul tavolo anche l’allargamento dell’alleanza alle forze di centro: “Dobbiamo sederci e decidere”. La scelta del candidato alla guida del campo largo resta uno dei nodi ancora aperti nel confronto tra le opposizioni. A riaccendere il dibattito è Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che propone una strada alternativa alla sfida diretta tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

Intervenendo a “Un Giorno da Pecora”, Bonelli ha espresso stima per entrambi i leader, ma ha ribadito la propria contrarietà all’ipotesi delle primarie. La sua proposta è quella di individuare una terza figura attraverso un accordo politico tra le forze della coalizione.

La leadership al centro del confronto

Il tema non riguarda soltanto i nomi, ma soprattutto il metodo con cui arrivare a una candidatura comune. Schlein e Conte hanno già manifestato apertura verso le primarie come strumento per individuare il candidato della coalizione. Bonelli, invece, ritiene che sarebbe preferibile un’intesa tra i partiti capace di individuare una personalità condivisa.

Lo stesso leader di Avs riconosce però che, allo stato attuale, questa strada si scontra con le posizioni espresse dai vertici di Pd e Movimento 5 Stelle. Se le primarie dovessero effettivamente essere organizzate, Avs dovrà quindi decidere se prendervi parte.

L’ipotesi di una coalizione più larga

Parallelamente alla discussione sulla leadership, resta aperta quella sul perimetro dell’alleanza. Bonelli ha fatto riferimento alla necessità di coinvolgere anche le forze di centro. La fotografia che nei giorni scorsi ha riunito Schlein, Conte, Bonelli e Nicola Fratoianni, infatti, non rappresenterebbe secondo l’esponente di Avs l’assetto definitivo della coalizione.

All’appello mancavano diversi esponenti e formazioni dell’area centrista. Tra i nomi citati da Bonelli ci sono Matteo Renzi, Riccardo Magi e Maraio. L’obiettivo dichiarato è lavorare a un successivo allargamento del fronte, una volta individuata una sintesi politica.

Il nodo del programma

Prima ancora della scelta del candidato, però, resta da costruire un terreno programmatico comune.

Il confronto tra le diverse forze dell’opposizione non è infatti privo di differenze, soprattutto su alcuni dossier di politica estera. Il Movimento 5 Stelle ha ribadito la propria contrarietà all’invio di armi all’Ucraina, mentre nel Partito Democratico è stata confermata la linea di sostegno all’Ucraina anche sul piano militare. Le posizioni differenti rappresentano uno dei punti sui quali la costruzione di un programma condiviso potrebbe risultare più complessa.

Per Bonelli, dunque, il passaggio decisivo resta quello del confronto tra le forze politiche. L’eventuale accordo dovrà definire contemporaneamente programma, perimetro dell’alleanza e modalità di scelta della leadership.

Lo sguardo alle prossime elezioni

Sul calendario elettorale pesa infine una variabile ancora da definire: la data delle prossime elezioni politiche. Bonelli ha ipotizzato che Giorgia Meloni possa puntare al voto ad aprile, pur precisando che non è ancora chiaro se l’eventuale appuntamento elettorale possa coincidere con un election day. Si tratta, tuttavia, di una sua valutazione e non di una data ufficialmente fissata.

Nel frattempo, il campo largo continua quindi a lavorare su più livelli: da una parte la definizione di un programma comune, dall’altra la costruzione di un’alleanza più ampia e, sullo sfondo, la scelta della persona chiamata a rappresentarla.

Le parole di Bonelli aggiungono un elemento al confronto: l’ipotesi di evitare la contrapposizione tra i due principali leader dell’area e affidarsi invece a una candidatura individuata attraverso un accordo politico. Una proposta che dovrà ora misurarsi con le posizioni già espresse da Pd e M5S.

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