Alaba-ma li mor**acci tuoi – Quale direzione non deve prendere la Destra italiana

Va bene che il meteo sia impazzito, che è maggio e sembra novembre, che Di Maio faccia il ministro del Lavoro, e che ancora paghiamo la guerra in Etiopia sulle accise della benzina, ma  qualcosa ci sta sfuggendo di mano. Sembra che stia arrivando l’Apocalisse, anzi no, il Medioevo, Alto o Basso non importa, perché l’aria è quella, la caccia alle streghe è tornata.

In Alabama da qualche giorno è vietato abortire. Per le donne non sarà più possibile interrompere una gravidanza neanche in caso di stupro o incesto.

Ora, il dibattito non è tra pro-life e abortisti. È tra sani di mente e non.

La matematica non è un’opinione. I numeri vanno in ordine crescente da zero a più infinito, si va avanti, non indietro, quindi dovrebbe esserci un progresso. E invece no. Si va da zero e meno infinito.

Quella che si sta verificando è una preoccupante involuzione.

Che qualcuno che non ha mai lavorato ora faccia il Ministro del Lavoro passi, ma i diritti delle donne non si toccano. E persino Di Maio lo ha capito.

Non si tratta di essere “de destra” o “comunisti col rolex”. Certi temi non dovrebbero avere colore politico.

È preoccupante però la piega che sta prendendo una certa destra, che sta letteralmente esasperando il dibattito con un ritorno al Medioevo più nero.

La donna dovrebbe avere il solo scopo di procreare, e nessun diritto sul suo corpo o sul proprio futuro.

 L’Alabama è uno dei 50 stati americani, una di quelle stelle che vediamo sulla bandiera a strisce degli USA.

Ora, sorprende che questa involuzione sui diritti provenga proprio da Oltreoceano, lì dove è nata la libertà, lì dove nel 1776 nella Dichiarazione d’ Indipendenza veniva sancito il diritto alla felicità.

Questo per dire che se è accaduto nella “modernissima” America potrebbe accadere anche da noi, dove ormai il dibattito politico è ridotto a birra e selfie, a fascisti contro antifascisti, a coloro che credono nelle scie  chimiche e non.

Quindi non mi sorprenderebbe una virata di 1000 anni indietro sui diritti anche in Italia. Uno schianto contro l’iceberg del bigottismo.

La destra faccia la destra, ma non inciampi nell’errore dell’esasperazione di certe tematiche. Ancora oggi, in alcune “sezioni” la donna che abortisce viene paragonata alla stregua di un’assassina.

Non è questa la destra che serve all’Italia. Sostenere la famiglia, sì. Promuovere incentivi per le coppie che vogliono mettere al mondo un figlio. Sì. Permettere ad una donna di non dover scegliere tra carriera e famiglia. Sì!

Questi devono essere i temi della destra italiana. Non inciampiamo in brusche cadute all’indietro, non facciamoci plagiare da certi venti che tirano da Verona. Il confine è davvero labile. Basta un niente per cancellare anni di conquiste sociali.

La maternità è una scelta, e solo la donna può scegliere.

Non chiamatemi femminista, chiamatemi donnista.

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