Alla Camera dei Deputati l’“Ecce Homo. Domenichino”

Il 9 settembre 2026, alle ore 17.00, la Sala Matteotti della Camera dei Deputati ospiterà l’evento “Ecce Homo. Domenichino”, dedicato alla recente attribuzione a Domenico Zampieri, detto il Domenichino, dell’opera raffigurante l’Ecce Homo conservata presso il Museo Diocesano di Melfi valutata ad oggi oltre 4 milioni di euro.

L’incontro nasce dall’esigenza di sottoporre all’attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni le questioni storico-artistiche e iconografiche poste dal dipinto, alla luce degli studi condotti dal critico e storico dell’arte Mauro Di Ruvo, che ne ha proposto l’attribuzione nel dicembre 2025, al termine di un’approfondita indagine autoptica protrattasi per tre mesi.

Il convegno costituirà, in particolare, un’occasione di confronto sulle diverse evidenze emerse intorno all’opera, attraverso la presentazione della tesi attributiva e il contributo di studiosi e accademici chiamati a discuterne gli aspetti scientifici, iconografici e storico-culturali.

Al centro del dibattito sarà anche la rilevanza dell’Ecce Homo nel più ampio panorama storico-artistico e culturale italiano, nonché il valore che l’opera assume nel rapporto tra ricerca storico-artistica, patrimonio e istituzioni.

Il dipinto, raffigurante il soggetto dell’Ecce Homo, è datato al 1639-1640 e proviene da Riviera di Chiaia, a Napoli; attualmente è conservato presso il Museo Diocesano di Melfi. L’attribuzione a Domenichino, avanzata da Mauro Di Ruvo nel dicembre 2025, si fonda sull’osservazione diretta dell’opera e su un articolato percorso di studio. Di Ruvo, filologo, critico e storico dell’arte, è inoltre autore della recente monografia critica e scientifica dedicata a Ludovico Ariosto, Orlando Furioso. Una perenne fuga dell’Armonia nella Follia (Helicon Edizioni).

Particolarmente significativo appare il rapporto tra la datazione dell’opera e l’ultima fase della vicenda biografica e artistica del Domenichino. Gli anni 1639-1640 coincidono infatti con il periodo napoletano dell’artista, ormai nella fase conclusiva della propria esistenza e della fine dei lavori di decorazione nel cantiere della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.. È proprio all’interno di questo specifico contesto che, secondo l’interpretazione proposta da Di Ruvo, devono essere lette alcune caratteristiche formali e cromatiche dell’Ecce Homo: una pittura più rarefatta e meno incisiva, ulteriormente condizionata dall’attuale stato di conservazione dell’opera e dalle vicende subite dalla pellicola pittorica nel corso del tempo.

La lettura dell’opera si inserisce così nella più ampia riflessione sulla produzione tarda del Domenichino e sulla sua peculiare concezione della pittura, caratterizzata da una resa più raccolta, meditativa e composta, profondamente distante dalla drammaticità e dall’intensità luministica proprie della tradizione caravaggesca.

Un ulteriore elemento di interesse emerso dagli studi condotti da Di Ruvo riguarda la fortuna dell’immagine dell’Ecce Homo e il suo ruolo nella trasmissione di una determinata tipologia devozionale attraverso la tradizione oleografica e tipografica italiana.

L’ipotesi è che l’opera, proprio in virtù della sua particolare fortuna iconografica, possa essere considerata anche come un passaggio significativo nella storia della riproduzione e della diffusione delle immagini devozionali, sino ad assumere una funzione assimilabile a quella di un’immagine votiva contemporanea.

La questione attributiva acquista pertanto una dimensione che supera il solo riconoscimento dell’autore, ponendo interrogativi più ampi sulla circolazione delle immagini, sulla costruzione della fortuna iconografica e sulla trasmissione dei modelli figurativi nella cultura italiana.

L’evento, patrocinato dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e dal Comune di Napoli, si aprirà con i saluti istituzionali di Fabrizio Santori, Consigliere di Roma Capitale, che ha sostenuto l’organizzazione dell’iniziativa, di Laura D’Acunto, rappresentante della Regione Lazio, e di Riccardo Piazza, presidente dell’Associazione Lapaginabianca, partnership ufficiale del convegno.

A moderare l’incontro sarà Alessandro Verrelli, Direttore responsabile del giornale Lanterna. Seguiranno gli interventi di Cristina Galassi, professoressa di Storia della critica d’arte presso l’Università per Stranieri di Perugia e Direttrice vicaria della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici; Maristella Trombetta, professoressa di Filosofia e critica delle arti visive presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; Sofia Amati, critica e storica dell’arte; Leonardo Lucchesi, politologo e membro IAPSS.

Il convegno intende dunque proporsi non soltanto come momento di presentazione dell’Ecce Homo, ma come spazio di confronto interdisciplinare intorno a un’opera che, per la sua storia, la sua possibile autografia e la sua fortuna iconografica, apre una serie di questioni di particolare interesse per gli studi storico-artistici contemporanei.

Sarà infatti anche occasione di annuncio della nascita dell’Associazione culturale “Oasi Culturali” che sarà aperta ufficialmente al pubblico già dal 1 settembre.

L’ingresso è libero, previo accredito.

Per partecipare è necessario inviare una richiesta all’indirizzo info@lapaginabiancadocx.com, indicando nome e cognome del partecipante.

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