Dopo il successo della sua prima edizione romana, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo per celebrare l’editoria indipendente attraverso un’esperienza aperta e condivisa. In un periodo in cui si parla sempre più di benessere psicologico e bisogno di ritrovare spazi di comunità, la quindicesima edizione di Liberi sulla Carta ritrova nella cultura uno strumento a cui affidare questa importante missione. Da questa visione nasce #Tifastarebene, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri, incontri e spettacoli non solo come appuntamenti culturali, ma come esperienze capaci di generare sensazioni positive, relazioni e senso di appartenenza.
Con l’edizione 2025, la fiera dell’editoria indipendente è tornata a fare tappa nella Capitale, incontrando una partecipazione sorprendente e mostrando quanto la cultura possa creare comunità. Quest’anno la manifestazione si rilancia raddoppiando gli spazi dedicati agli editori indipendenti: una novità che restituisce una centralità ancora più forte a coloro che costituiscono il vero fondamento del festival fin dalla sua nascita. Il tutto si svolgerà ancora una volta nel Borghetto San Carlo, spazio immerso nel verde della Giustiniana, che si conferma un luogo di ritrovo intimo e orientato allo scambio interpersonale, perfettamente in linea con lo spirito di Liberi sulla Carta.
Anche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni, visite guidate ed esperienze sul territorio. Gli stand enogastronomici saranno aperti a pranzo e cena e offriranno buon cibo e uno spazio di convivialità.
L’edizione 2026 di Liberi sulla Carta aspira a rivivere l’esperienza dello scorso anno, non solo nella ricchezza degli eventi, ma anche nell’atmosfera di incontro reale, sentito e partecipato. Uno scambio che va oltre il momento delle presentazioni e si protrae fino a serata inoltrata, tra passeggiate fra gli stand, incontri con gli autori, dialoghi tra espositori e visitatori, spettacoli, letture e tempo da passare insieme. Lo spazio ampio ma contenuto si presta a un pubblico eterogeneo fatto di giovani, famiglie e bambini, garantendo allo stesso tempo accessibilità, sicurezza e apertura.
Uno spazio di libertà dentro Roma in cui rifugiarsi per evadere dalla frenesia della città, curare la mente e ritrovare il piacere di vivere la comunità e il territorio con molteplici occasioni di incontro e confronto. D’altronde è questo il cuore di un’editoria civica: la creazione di legami, il farsi mediatore di relazioni, di dialogo, di punti di incontro tra persone che condividono curiosità e voglia di conoscersi e imparare. Gli editori indipendenti portano voci, temi e narrazioni che spesso si trovano ai margini nei circuiti mainstream. Liberi sulla Carta nasce per rendere la cultura uno spazio più accessibile e per portare alla luce storie che meritano di essere raccontate, sostenendo chi lavora ogni giorno dietro le quinte per mantenere viva la filiera culturale, oggi sempre più fragile ma anche sempre più fondamentale.
A proposito del valore che un festival come Liberi sulla Carta ha da offrire, il direttore artistico Fabrizio Moscato ha spiegato: “Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme, rallentare, riflettere, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta”.







