L’Italia del proporzionale e la politica delle scissioni

La politica è una scienza complessa, fatta di sfumature, intuizioni e imprevedibilità. In Italia pensavamo sarebbe stata un estate tranquilla, con il governo giallo-verde che al rientro dalle vacanze avrebbe scritto, a quattro mani, la finanziaria, con la supervisione di Giovanni Tria.

Invece a Ferragosto succede quello che non ti aspetti. Salvini, forse accecato dal troppo consenso elettorale, apre una frettolosa crisi di governo che si risolverà come tutti sappiamo. Infondo, da giallo-verdi a giallo-rossi il passo è breve. E nella calda estate italiana, tra un governo che muore e un altro che nasce, ci si ingegna, si cercano nuovi spazi elettorali e, soprattutto, si consumano scissioni.

A dare il via alle danze l’ex delfino di Berlusconi Giovanni Toti. Il Presidente della Liguria, da mesi insofferente nei confronti della linea di Forza Italia e dei colleghi d’ufficio di presidenza è uscito dando vita a “Cambiamo”, movimento politico che sarà alleato di Fratelli d’Italia e Lega già nelle prossime amministrative. Del movimento di Toti però ancora non abbiamo ben compreso il posizionamento politico. Le prossime settimane sapranno chiarirci, meglio, quanto riuscirà ad aggregare.

Premesso questo, lo scisma forzista è poca roba, se si pensa a quello che, in questi giorni, si è consumato nel Partito Democratico. Renzi ha lasciato il PD e la notizia è di quelle che promette di sconvolgere gli equilibri politici nazionali. Il Senatore toscano, tornato alla ribalta durante la crisi del governo Lega – Movimento 5 Stelle, ha lanciato il suo nuovo soggetto politico, “Italia Viva”. Il tutto sugellato con un gruppo autonomo alla Camera di oltre 25 deputati e invasione del gruppo misto al Senato.

Arriva la giocata dell’ex sindaco di Firenze che vuole tornare protagonista e, soprattutto, determinante. Curioso che ad aiutarlo, in questa sua scalata ,saranno proprio gli avversari di sempre. Quel 5 Stelle che l’ha indicato come la panacea di tutti i mali e gli ex compagni di partito provenienti, però, dall’esperienza comunista.

Infatti, la nuova legge proporzionale ridarà importanza al centro e a tutti quegli schieramenti schiacciati dagli ultimi anni di maggioritario. Una soluzione che fa contenti tutti, o quasi. Perché se democratici e renziani godono, Salvini invece rischia di vedersi relegato a vita all’opposizione, come il PC nella Prima Repubblica, grande catalizzatore di voti, ma sempre spettatore di governi altrui.

Fantasie? Suggestione? Dopo la più folle estate della storia politica italiana soltanto il tempo saprà dare delle risposte. Certo è che, visti i protagonisti di questa nuova fase, le sorprese non mancheranno.

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