Mattarella presiede il plenum del CSM: appello al rispetto tra istituzioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato ieri, 18 febbraio, per la prima volta in undici anni, a una seduta ordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura. L’iniziativa, inattesa e fuori dalla consuetudine, si è svolta nel plenum del CSM a Palazzo Bachelet, e il capo dello Stato ha dedicato il suo intervento alla centralità delle istituzioni nello Stato democratico e ai rapporti tra poteri.  

Nel suo discorso di apertura il Presidente ha sottolineato la natura non abituale della sua presenza e la motivazione alla base della decisione, richiamando più volte l’attenzione sul valore costituzionale dell’organo. Di seguito riportiamo le frasi pronunciate dal presidente Mattarella, così come riferite dalla cronaca: “Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in undici anni”. E poi: “Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione.”  

Rivolgendosi direttamente ai membri del Consiglio e al contesto istituzionale, Mattarella ha poi ricordato che nessun organo dello Stato è esente da critiche: “Il Consiglio superiore della magistratura non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune ed errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica.”

In chiusura del suo intervento ha ribadito un richiamo al tono istituzionale del dibattito: “In questa sede, che deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica.”  

La decisione di Mattarella di presiedere il plenum arriva in un momento di tensione nel dibattito pubblico e politico, segnato dalle polemiche sulla riforma della giustizia e dalle accuse reciproche tra esponenti del governo e membri dell’ordine giudiziario. Negli ultimi giorni, la discussione sul referendum costituzionale in programma a marzo ha visto toni particolarmente aspri, con critiche dirette all’autogoverno della magistratura da parte di rappresentanti dell’esecutivo.  

La presenza del presidente della Repubblica è stata interpretata da osservatori e da alcuni esponenti politici come un segnale di richiamo al rispetto delle istituzioni e alla moderazione nel linguaggio pubblico. Diverse forze parlamentari hanno accolto positivamente l’appello di Mattarella, definendolo un contributo alla serenità del dibattito istituzionale alla vigilia di un appuntamento referendario di grande rilievo.  

La seduta del CSM si è svolta quindi sotto uno sfondo di tensioni politiche, ma con un messaggio centrale: la tutela dell’autonomia e della dignità degli organi costituzionali deve rimanere un elemento fondante del confronto tra poteri dello Stato.

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