Pink Tax: il rosa è il mio colore preferito, ma non credevo di doverne pagare il prezzo

Storie di prodotti non indispensabili

In tutto il mondo si portano avanti battaglie femministe a favore della parità di genere; oggi vorrei soffermarmi su alcuni prodotti che vengono considerati beni di lusso.

Avere il ciclo non è un lusso. È necessario combattere la povertà mestruale e fare in modo che una condizione fisica naturale non produca ulteriore disparità economiche di genere.

Cosa intendiamo con povertà mestruale?

In alcuni stati si teme che le ragazzine non possano andare a scuola a causa della mancanza di denaro dovuta all’acquisto degli assorbenti. Una situazione che le accompagnerà per buona parte della vita, difatti, potrebbe condizionare il loro percorso di studi.

È per questo motivo che paesi come la Nuova Zelanda hanno deciso di distribuire gratuitamente gli assorbenti nelle scuole.
In una società civile è indegno dover pagare un prezzo maggiorato per prodotti il cui utilizzo è dovuto a una condizione inevitabile. 

In Italia 

“Si stava meglio quando si stava peggio” 

Infatti nel 1973 la tampon tax era al 12%

In Italia comincia ad avvenire un cambiamento, infatti, dopo anni di battaglie e proposte da parte dei parlamentari, con il Governo Draghi si è abbassata l’Iva sugli assorbenti dal 20 al 10%. Ora, con la nuova legge di bilancio targata Meloni, si avrà l’Iva al 5% per tutte le categorie di assorbenti e pannolini (ricordiamo che la tassazione al 5% era prevista solo per i sistemi lavabili o compostabili).

La misura costerà 36,9 milioni di euro su base annua dal 2023.

Questa, per ora, è da considerarsi una vittoria, ma la strada è ancora lunga.

La tassazione del 5% verrà applicata ai prodotti per “lattanti”, come pannolini, latte in polvere e seggiolini. È assurdo che, nel corso degli anni, nessuno abbia mai pensato a ridurre l’iva su questo tipo di merce, eppure le direttive europee ce lo impongono già da anni. Nonostante ciò, dal 2023, questa misura ci costerà ben 178,18 milioni di euro su base annua: 86,26 milioni di euro per i pannolini, 69,58 per i seggiolini e 23,35 milioni per gli alimenti per bambini.

UNIVERSITÀ DI PADOVA

Siamo da sempre molto attenti alle esigenze di studentesse e studenti, impegnandoci nel rendere i luoghi del nostro ateneo inclusivi e accoglienti – spiega Antonio Paoli, prorettore al Benessere dell’Università di Padova –. Per questo motivo abbiamo avviato quasi due anni fa una sperimentazione che riguarda urgenze relative a un bene di primaria necessità: ora andremo a rendere strutturale e capillare la presenza dei distributori».

L’università di Padova risulta essere un esempio virtuoso, che ci auguriamo possa essere d’esempio per gli altri atenei d’Italia.

Dopo una breve sperimentazione nel 2021, avvenuta presso il dipartimento di Matematica e Scienze Statistiche, constatato il suo successo, si è deciso di estendere l’iniziativa della gratuità degli assorbenti in tutto l’Ateneo. A Padova, infatti, è possibile ritirare in segreteria dei gettoni con i quali si possono “acquistare”, in maniera del tutto gratuita, gli assorbenti dagli appositi distributori. In questa realtà universitaria si è capito che si tratta di beni di prima necessità e che, in quanto tali, costituiscono un’esigenza a cui far fronte. 
A rappresentare un’ulteriore novità universitaria, la presenza di due fasciatoi, sintomo del fatto che l’Ateneo vuole essere inclusivo, anche nei confronti delle madri che frequentano le lezioni e che potrebbero voler portare con sé il proprio figlio/a.

Congedo mestruale

Un’altra novità ci arriva sempre dal mondo della scuola. A Ravenna, infatti, è stato istituito per la prima volta in Italia, il congedo mestruale. La proposta è arrivata — ed è stata messa in pratica — dal liceo artistico Nervi Severini; le studentesse che soffrono di dismenorrea potranno assentarsi per due giorni al mese, senza che le assenze vengano loro conteggiate. Il preside dell’istituto Gianluca Dradi, è uno dei maggiori precursori di questa battaglia per l’affermazione dell’identità, parità e diversità della donna.

Scozia

Dal 15 agosto scorso, in Scozia, gli assorbenti vengono distribuiti gratuitamente all’interno delle scuole, università e strutture pubbliche. Si chiama Monica Lennon, la promotrice laborista della legge che ha dichiarato la fine della period poverty, la condizione economica che impedisce a milioni di persone di acquistare prodotti igienici in maniera costante.

Ma questo non succede solo in Europa.

Nel mondo

Lo sapevi che il governo cingalese ha messo a disposizione assorbenti gratuiti?

Ebbene sì, all’inizio del 2021, il governo cingalese ha deciso che saranno distribuiti assorbenti di produzione locale a circa a 800000 studentesse, in particolar modo alle ragazze delle zone rurali più povere.

Lo Sri Lanka è un paese in cui spesso le donne sono costrette ad utilizzare stracci durante il periodo delle mestruazioni. Sono anni che gli attivisti combattono lo stigma del “ciclo come cosa impura”

Questo è un esempio positivo, ma ricordiamo che in molte altre zone del mondo — come India, Nepal, Cina e altri stati africani e asiatici — il ciclo viene ritenuto una cosa sporca e impura. In alcune realtà le ragazze vengono addirittura allontanate da casa e costrette a vivere in condizioni igieniche degradanti; in altri casi sono costrette ad assentarsi da scuola o dal lavoro perché le condizioni economiche ristrette, non permettono loro di affrontare la spesa sanitaria.

Consiglio la visione del cortometraggio, vincitore di un Oscar nel 2019, che si intitola “Period. End of sentence”, il quale racconta molto bene qual è la realtà in India, specialmente nei villaggi rurali, dove la scarsa alfabetizzazione porta a credere che le mestruazioni siano una malattia che colpisce solo le donne, che devono, per volere di Dio, espellere il sangue cattivo. Tale condizione fisica non solo preclude loro l’accesso ai templi sacri, ma anche la preghiera, giudicata non valida e inascoltata.

La lista dei paesi virtuosi non termina qui; dal 2019 anche l’Australia ha detassato i prodotti igienici femminili.

Una curiosità che vi lascerà sconcertati è che il primo stato in assoluto ad applicare e abrogare la tampon tax non è stato occidentale, bensì africano! Si tratta del Kenya, nel 2004. Successivamente, hanno seguito l’esempio il Canada, l’India, la Malesia, la Tanzania e l’Uganda. Negli Stati Uniti, come ben sappiamo, la legislazione è differente stato per stato; per ora alcuni stati, come New Jersey, Florida, Maryland, Pennsylvania, Minnesota, hanno abrogato la tampon tax. Una novità, che riguarda la città di New York dal 2016, è la distribuzione di assorbenti completamente gratuiti nei bagni di scuole e università. L’iniziativa è stata replicata anche dallo stato dell’Illinois, le cui scuole pubbliche sono state obbligate a distribuire prodotti per l’igiene intima femminile.

Azzerare l’iva sugli assorbenti comporta un miglioramento marginale ma progressivo sul reddito femminile, una riduzione della povertà mestruale e un miglioramento delle condizioni di igiene della popolazione femminile.

La situazione nell’UE

Ungheria:  IVA 27% 

Croazia e Danimarca: IVA 25%     

Riportiamo nel grafico le aliquote Iva dei vari stati europei (prima della riduzione della tampon tax in Italia),

Immagine 1

Assurdità del mondo Pink 

Lo sapevate che si applica una tassa sugli assorbenti ma non sulle lamette?

I rasoi rosa, quelli che usano generalmente le donne, costano l’11% in più di quelli da uomo. Personalmente li ho usati poche volte nella vita, eppure non ho notato differenze evidenti, se non nel colore.

Idealo, è un servizio di comparazione dei prezzi: la società tedesca ha verificato che esistono 9 categorie merceologiche in cui si evidenzia un divario di prezzo tra i prodotti classificati “da uomo” e “da donna”. I deodoranti femminili e i prodotti per il viso da donna costano il 51% in più e il 57% in più rispetto a quelli maschili.

Secondo uno studio americano, una donna statunitense spende circa 1351 $ in Pink Tax. Ad oggi non sono reperibili i dati in merito al mercato italiano.

Durante questa ricerca mi sono resa conto che esistono diversi paradossi. 
È incredibile che paesi come la Danimarca e la Finlandia, notoriamente molto attenti al Welfare, siano “incappati” nella tampon tax mentre paesi come lo Sri Lanka e il Kenya, nei quali la maggior parte della popolazione vive situazioni di grave povertà, siano stati così attenti ad un aspetto della vita delle donne che, al contrario, avrebbero potuto liquidare — come si fa all’italiana in questi casi — con una frase benaltrista quale “ci sono cose più importanti a cui pensare”. Le sfaccettature socio-economiche da analizzare sono infinite. 

Ci auguriamo che questo provvedimento, in linea con la direttiva europea riguardante l’IVA, sia solo il primo in direzione di un futuro più equo, che permetta all’universo femminile di vivere senza penalità.

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